Dalle coppie storiche a quelle create chiaramente per vincere, o quantomeno puntare al podio, fino ad arrivare ai compagni di vita, come Giuliana Grahonia e Denis Defranceschi i quali, rigorosamente insieme, hanno fatto un’“altra cazzada”, come suggerisce il nome che hanno assegnato al loro team. Anche questo è stato l’11° Duathlon dei Leoni che si è disputato stamani nell’inedita – per questa manifestazione – location di Basovizza, con “base logistica” al campo dello Zarja. Questa zona infatti già la conosciamo, in ambito podistico per via della recente Corsa del Ricordo e, passando al periodo di marzo, per il Kokos Trail, che usa appunto lo stesso campo sportivo della summenzionata squadra dell’altopiano come punto di partenza e arrivo. Un plauso agli organizzatori dell’Asd Gruppo Generali che in modo molto umile hanno voluto ascoltare chi riteneva, in particolar modo per la frazione in mountain bike, rischioso il precedente tracciato di Visogliano; da qui il prodigarsi per trovare un’altra area, con la soddisfazione del centinaio di partecipanti alla prova odierna che dimostra il successo di questa scelta. E pure l’eccellente grigliata preparata dallo staff dello Zarja, inclusa nel pacco gara, ha inciso nel grado di soddisfazione.
Per quanto riguarda la parte tecnica, il circuito di quasi 7 km, che giungeva per due volte nei pressi della Foiba, non presentava particolari pendenze pur rimanendo abbastanza “nervoso”, tra repentini cambi di traiettoria e uno sterrato spesso pietroso; sia chiaro, nulla di critico tantoché è stato molto apprezzato da corridori e ciclisti. Hanno incominciato i primi, con Francesco Micolaucich – presente in sostituzione del padre Fabrizio che si era originariamente iscritto con il biker Roberto Azzolin – che ha fatto corsa a sé, seminando chiunque dietro di lui: suo il miglior tempo con 23’40”, però come squadra hanno concluso ai piedi della top five. Al termine del 1° giro di bici il passaggio è stato molto emozionante, con tre concorrenti racchiusi in altrettanti secondi. Azzolin in quel momento era stato sopravanzato da Peter Carli (nella foto di Pino Mandorino) e Raul Di Ragona, rispettivamente accoppiati con i podisti Federico Scamperle e Matteo Novi. Proprio Carli ha fatto registrare il best time sulle due ruote (30’36” – totale 56’48”), beffando di appena 5” Roberto Vidoni; quest’ultimo ha chiuso complessivamente quinto, assieme ad Alessandro Naimi. Il bronzo è andato a Gianni Sclip che aveva ricevuto il cambio dal figlio Gianluca, precedendo Luca Bortolussi in “duo” con Matteo Caneva. Chiudiamo il capitolo maschile con i singoli, dove lo “sconosciuto” – perlomeno alla maggior parte dei presenti – Giorgio Bortolomiol ha rubato la scena ai principali candidati alla vittoria finale. Vicino al neonato gruppo di B-Attitude – visto per la prima volta alla Staffetta de Muja – Bortolomiol è nato a Valdobbiadene ma, dopo la laurea in economia a Trieste, come dice lui, si è “triestinizzato”. Bortolomiol ha trionfato col tempo totale di 1h05’18” (frutto di 27’53” + 37’25”) ed è passato così inosservato che Manuele Rotti, una volta superato, pedalando, Riccardo Remualdo – il quale era invece stato più lesto sulle scarpe da running – era convinto di aver vinto. Comunque un’ottima seconda piazza per Rotti davanti a Remualdo.
Tra le donne non c’è stata storia con Valentina Bonanni, nostra concittadina che però gareggia – seppur meno del passato – prevalentemente in terra friulana, che ha dettato il passo della frazione di corsa; inizialmente si erano messe in scia Martina Piazzi e Irene Ferfoglia, ma la Bonanni ha allungato nel finale, chiudendo la sua parte in 30’36”. Poi Michela Baf sulla sella ha completato un quadro perfetto, essendo nettamente la più veloce in rosa col crono di 35’55” (totale 1h06’31”). Per il gruppo TrailAmo si sono ben difese Martina Piazzi e Alessandra Leonori, alla sua prima competizione in bici, che hanno conquistato la piazza d’onore; terze “Le Fenici” Federica Babich e Sara Crisci. Come “singole”, Stefania Zampieri del Cai Cim in 1h27’08” ha prevalso sulla compagna di società Chiara Agrimi e Gabriella Bertuola.
Nelle staffette miste, dopo diversi podi centrati, si è finalmente affermata la “Ferfo Family”, con Irene Ferfoglia – più avvezza alle brevi distanze su uno o due giri della pista di atletica – e suo papà Mario che hanno sbaragliato la concorrenza in 1h07’19”. Seconda Giustina Carta - una “sorella d’arte” potremmo definirla, in quanto suo fratello Elia è stato un semiprofessionista che avevamo conosciuto alla Rampigada Santa – con un grande “ex pro” quale Maurizio Deponte. Terza la formazione più giovane, come somma di anni, con Giada Cociani ed Enrico Del Gallo.