“Trieste xè la città del no se pol”, ha esclamato ieri sera qualcuno dei 250 partecipanti alla Staffetta de Muja. Oggetto della discussione? I calamari, i quali fino all’anno scorso avevano rappresentato il clou del ristoro finale; però non si possono più servire per via degli abitanti della zona del Boa Beach che si sono lamentati per gli odori. L’Evinrude di Graziano Ferlora ha allora ripiegato sul cuscus, comunque apprezzato tantoché c’è chi, come Mariarosa Vultaggio, ha deciso di andare in doppia.
Venendo alla cronaca dell’evento podistico locale più sentito dell’estate, questa tipologia di gara raccoglie uno spaccato a 360° dell’atletica: dai giovani ai master più “datati”, dai pistaioli agli amanti del trail. In questa edizione sono stati proprio i primi delle rispettive categorie, ovvero i giovani pistaioli, a rubare la scena. In particolare il pordenonese Mirko Munini, partito come primo frazionista della squadra “Lenti ma belli”, ha subito costruito un gap con i rivali che nessuno è stato capace di ricucire, benché alla fine, su una gara di un’ora, il distacco dei secondi sia stato inferiore al minuto, pertanto non abissale. La formula, ormai nota, è di 3 x 1200 x 60 minuti, con i compagni di Munini, già campione regionale di corsa campestre, che sono stati Riccardo Del Degan – il papà Tiziano è un noto fisioterapista – e il figlio d’arte Francesco Licen Porro. Quest’ultimo è appena 18enne ma già pensa a quando aumenterà i chilometri: «Punto a battere il record di mio papà in maratona!» Ricordiamo che Giacomo Licen Porro nel 2005 a Treviso concluse la 42K in 2h21’51”. Terzi nella precedente partecipazione e secondi ieri, Giulio Manzin e i gemelli Samuele ed Elia Di Biagio ambiscono, il prossimo anno, a completare la scalata e andare a vincere: Emylovers – tale il nome scelto – è stato l’unico altro team a completare 17 tornate per un totale di 20400 metri. Il bronzo è andato ai Running Alwais (non è un errore di battitura, è proprio con la “i”) di Giulio Santoro Cosulich – Matteo Caneva – Andrea Fuk.
Tanto di cappello alla prima staffetta mista che si è piazzata al quarto posto assoluto: il “segreto” è avere una donna forte e Giulia Trombetta si è addirittura migliorata rispetto all’anno passato, bissando il successo del 2025 con Matteo Smillovich e, questa volta, il suo presidente dell’Asd Prealpi Giulie Marco Rossetto. Mezzofondista friulana, madre di due gemelli, aveva abbandonato l’atletica da juniores, anche per motivi di studio. Per lei era rimasta una sorta di opera incompiuta, così, quando nel 2024 le venne proposto di prendere parte a una staffetta a Venzone, non esitò, rappresentando il “la” per il suo ritorno. Il talento c’è, infatti ora che è alla sua prima stagione da master ha migliorato più volte i personali, portando ad esempio quello dei 1500 a 4’39”, proprio a Trieste a fine giugno. Il podio di questa categoria è stato completato dai Fritti Misti Francesco Carletti – Lorenzo Zamparo – Federica Bertoni e i Tre Veneti, per la condivisione delle loro origini, Leonardo Signor – Maura Frescurato – Guglielmo Montagnana.
Al femminile si sono affermate Clarissa Sbrizzai – Sara Razem – Irene Ferfoglia di Verso il Ristoro e Oltre, davanti alle Rustiche Lucrezia Cesca – Veronica Fumich – Daniela Festa e Le Mule … Aura Ilaria Toscan – Annalisa Cividin – Tamara Cernjava. Premiati inoltre i migliori over 55, che sono stati i Calzini Forever Alessandro Miani – Nicola Salina – Roberto Cocetti e, per le donne, Le Rustiche Vetuste Lorena Giurissa – Roberta Cossovel – Stefania Rustici.
Nella classifica di società, a sorpresa, si è imposto il nuovo gruppo di B-Attitude, con trenta runner sul litorale rivierasco, considerando le otto squadre di grandi più due di ragazzi. La “B” richiama il cognome del fondatore e l’attitudine è quella a migliorarsi sempre, però per il resto Giulio Borgino ha voluto mantenere riserbo; ci attendiamo ulteriori sviluppi, verosimilmente nella multidisciplina. Intanto Ferlora ha voluto spendere due parole su Borgino: «Ora è prossimo ai 40 anni, ma io lo ricordo con piacere 18enne, quando con la collaborazione di Pino Donno e del professor Marco Drabeni nel 2004 lo portammo con noi alla staffetta Roma – Trieste, in occasione del 50° anniversario del ritorno di Trieste all’Italia».