Trieste, 18 Aprile 2026

Per il futuro tanti buoni propositi, ma solo un cerino in mano e il "De Profundis" dei VIP del basket...

17 Aprile 2026 Autore: Alessandro Asta

C’è già stata una richiesta di trasferimento a Roma”. Firmato, Gianni Petrucci, presidente FIP. “A tutti coloro che vivono come usurpazione l’arrivo a Roma di nuove forme del basket professionistico, vorrei ricordare che le società che dovessero consentire il trasferimento ad altra sede verrebbero lautamente rimborsate, che tali trasferimenti sono consentiti dalle norme federali, che l’essenza dello sport è il superamento dei limiti e non l’accettazione della mediocrità”. Firmato, Valerio Bianchini, uno tra gli allenatori più importanti di sempre nel panorama cestistico italiano. Il sorriso ironico, senza proferire verbo, da parte del sindaco di Roma Roberto Gualtieri su un tentativo di domanda dei nostri colleghi di Telequattro su quanto sta accadendo attorno alla Pallacanestro Trieste. Tre figure chiave, molto diverse tra loro ma che diventano un unicum di tutto ciò che sembra ormai segnato sul destino del basket cittadino nel prossimo futuro. Un titolo sportivo sempre più vicino alla capitale, con conseguente interrogativo di quale sarà il meraviglioso “regalo” che Paul Matiasic farà alla piazza giuliana nel momento in cui abbandonerà definitivamente e ufficialmente la sua avventura in biancorosso (tradotto, un titolo di qualche serie minore, uno zuccherino che al momento è la soluzione più ovvia per smarcarsi).

Poiché vogliamo farci portatori nudi e crudi di ciò che sta accadendo in mezzo a un mare di silenzi, rotti solo con poche frasi da parte del diretto interessato che col passare del tempo appaiono sempre più di circostanza (con l’idea che il prossimo annuncio sarà quello che tutti noi temiamo di più…), la verità attuale del futuro della Pallacanestro Trieste passa dalle famose voci citate qualche giorno fa da Sandro De Pol al “Caffè dello sport” che, come commentatore di basket della Rai, ha finito col raccogliere in giro per i palazzetti. “L’idea che finisca in un certo modo è abbastanza chiara, agenti e general manager sono sicuri che questa cosa del titolo che possa passare da Trieste a Roma si possa concretizzare”. Voci che si rincorrevano già a Torino durante le Final Eight di Coppa Italia, parole ulteriormente confermate in questi mesi da tanti personaggi che ruotano attorno alla palla a spicchi nazionale. E l’aria che tira è che il destino biancorosso sia già segnato, per buona pace di chi – tra le istituzioni sportive – ha sempre lodato e loda Trieste quale una delle culle del basket italiano. Un titolo da immolare su altari più preziosi di quello all’ombra di San Giusto, perché – come il “Vate” Bianchini “insegna” – l’essenza dello sport è il superamento dei limiti e non l’accettazione della mediocrità. 

C’è una petizione online, quella ideata da Tiziano Franco (ne avevamo parlato QUI) arrivata a quasi 2400 firme nel momento in cui scriviamo. C’è l’amore dei tifosi prima e dopo il derby di Udine di domenica scorsa, così come le migliaia di persone che nonostante tutto continuano a riempire le tribune del PalaTrieste, pur consapevoli che queste ultime partite potrebbero essere il canto del cigno per ciò che riguarda la massima serie in città. Ci sono idee, supposizioni, proposte più o meno esotiche di ciò che potrebbe essere un domani il basket triestino. Ma ciò che al momento rompe tutti gli indugi è un cerino in mano lasciato acceso, che si consuma sempre più col passare del tempo e su cui anche le istituzioni locali - così come il tessuto imprenditoriale di zona - non stanno al momento dando alternative concrete al “dopo-Matiasic”. E di iniziative che possano fare davvero “rumore” sembrano non essercene all’orizzonte.


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