Trieste, 01 Aprile 2026

Disastro Nazionale figlio di un sistema in disarmo. E Trieste ne sa qualcosa

01 Aprile 2026 Autore: Roberto Urizio

Il terzo Mondiale consecutivo mancato è solo logica conseguenza di un sistema calcio in condizioni pietose, e ce ne siamo accorti in maniera concreta anche a Trieste. Magari le società ci mettono del loro schierando stranieri a basso costo e considerando “giovani” anche ragazzi che ormai dovrebbero essere più che maturi per giocare a certi livelli, ma il problema è ben più profondo. Nel 2006 l'Italia si laureò campione del mondo e il mercato estero era già piuttosto battuto dai club. Ma nel frattempo altri Paesi si sono evoluti sotto vari aspetti (impianti, settori giovanili, distribuzione delle risorse), qui siamo drammaticamente fermi nelle idee e negli uomini (la potente Lega Nazionale Dilettanti è presieduta da Giancarlo Abete, per fare un esempio).
Gabriele Gravina si è pure permesso di fare il sarcastico rispetto a sue possibili dimissioni nel dopo partita di Zenica, per non parlare delle parole deliranti su sport professionistici e dilettantistici (o “di Stato", per dirla con le imbarazzanti affermazioni del presidente federale). Il numero uno della Figc ha sul groppone due mancate qualificazioni alla Coppa del Mondo: certo, in campo non ci va lui ma, come dicevamo, lo scempio della Nazionale è frutto di un sistema che non funziona e di cui Gravina è responsabile.
In che modo Trieste c'entra con tutto questo? Innanzitutto bisogna tornare al giugno 2021, quando Gravina, nell'ambito di un giro delle regioni post Covid, dichiarò in una conferenza stampa all'Hotel Savoia che la riforma dei campionati sarebbe stata discussa a breve, con l'intento di farla partire nel giro di un anno (qui l'articolo su quelle dichiarazioni). A oggi nulla è successo e, peggio ancora, di quella riforma nemmeno si parla più.
Ma anche la Triestina è esempio plastico di un governo del calcio in disarmo. Le nuove regole sulle iscrizioni alla Serie C sono state vendute (e qui la responsabile è la Lega Pro) come l'antidoto ai problemi che ogni anno attanagliano il terzo livello professionistico. Risultato? La Triestina è stata iscritta nonostante una situazione finanziaria terribile e ben nota anche alle alte sfere, il Rimini è stato escluso e altre società navigano con difficoltà e penalizzazioni. Ci vuole una sterzata, a tutti i livelli, purché non sia il solito riciclo delle solite facce con cariche diverse.


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