2-6-26. Suona bene la data della 47ª Napoleonica che si è tenuta oggi, nel giorno dell’80° anniversario della Repubblica; la kermesse, organizzata dal Cral Trieste Trasporti, è stata onorata dalla presenza di forti top runner locali (nativi o “d’adozione”), con un amarcord al femminile.
In partenza, oltre al solito Riccardo Sterni dell’Evinrude-TrailAmo, si sono rivisti altri volti noti ma meno avvezzi agli appuntamenti del circuito del Trofeo Trieste. Tom Doney (Trieste Atletica), d’origine scozzese, ha sentito la gara come se fosse di casa, risiedendo nei pressi della trattoria sociale di Prosecco, a due passi dall’avvio ed epilogo dell’evento odierno, situato al belvedere della “Strada Vicentina”. Alessio Milani dell’Atletica Monfalcone è diventato negli anni un esperto delle ultramaratone: decimo ai mondiali di 100 km in India due anni fa, ha recentemente vinto sull’analoga distanza, per la seconda volta consecutiva, il “Passatore”. Questi tre sono stati i principali protagonisti tra gli uomini, con Sterni in particolare che ha optato per un cambio passo dopo solo un chilometro dei sette e mezzo complessivi. Milani è molto forte, però non è nelle sue corde questo tipo di variazione di ritmo. Tuttavia, pian piano, ha ricucito il gap e si è ricongiunto col battistrada. Sterni, che è un buono stratega, si è accodato per rifiatare un po’, con l’intento di dare tutto sulla rampa finale, quando dallo sterrato si passava all’asfalto, con le ultime centinaia di metri in salita. Il piano si è concretizzato, così Sterni ha trionfato in 24’44”, anticipando Milani di 11”; non molto lontano Doney, che ha completato il podio col crono di 25’28”. Piero Todesco della Podistica Fiamma è andato del proprio passo, senza cercare di restare attaccato al drappello di vertice per evitare di andare “fuori giri”; per lui la “medaglia di legno” in 26’08”. Prima volta nella top five, in 27’21”, per Gianluca Sclip: l’allievo (inteso come categoria Fidal, 16/17 anni) della Polisportiva Triveneto deve ancora capire quale sia la sua competizione ideale, però intanto se la cava benissimo in queste manifestazioni.
In rosa, da juniores aveva fatto faville, arrivando 5ª agli europei di cross nel 2009 e 10ª ai mondiali su pista, nei 5000 metri, l’anno successivo, quando entrò nelle Fiamme Gialle. Poi innumerevoli infortuni hanno segnato la carriera podistica di Federica Bevilacqua, la quale infatti non gareggiava dal 2022; ricordiamo a tal proposito il suo successo alla Corri Trieste. Ora, a L’Aquila, sta facendo il corso per diventare maresciallo della Guardia di Finanza e in tale contesto ha trovato più tempo per allenarsi; il “motore” c’è, come si dice nel gergo dei corridori, quindi è tornata subito in gran spolvero. Stamani per due terzi del tracciato è rimasta alle spalle di Lucrezia Cesca; poi, sul cambio di pendenza al ritorno in Napoleonica – dopo aver percorso, per un breve tratto, un sentiero parallelo –, ha sopravanzato la portacolori della Polisportiva Triveneto andando a vincere in 29’12”. La Cesca ha conquistato la piazza d’onore in 30’21”; comunque la mezzofondista allenata da Stefania Rustici si era tolta la soddisfazione più grande sabato a Novara, dove alle Universiadi aveva firmato il personal best di 4’36” sui 1500 metri. Prima avevamo parlato di Corri Trieste, nella quale il mese scorso si era imposta Mariarosa Vultaggio; oggi la tesserata del Circolo Fincantieri Wartsila si è presa il bronzo in 30’41”. Federica Bertoni era un po’ affaticata, reduce del mezzo Ironman (conosciuto col termine 70.3) di St. Polten in Austria, concluso come sperava sotto le cinque ore e mezza (5h27’) nonostante la frazione impegnativa in bicicletta, con diverse salite; ad ogni modo è riuscita a classificarsi 4ª alla Napoleonica, in 31’13”, superando Alessandra Leonori dell’Evinrude (5ª in 31’32”) poco prima del giro di boa dell’Obelisco.
Le premiazioni si sono tenute nella zona del campo sportivo messo a disposizione dalla parrocchia di Borgo San Nazario. Nella graduatoria di società si sono affermati i Free Runners con 40 partecipanti, davanti al Gsd Val Rosandra (38) e al Gruppo Generali (34). Nella foto di Pino Mandorino la fase iniziale in cui si vede una parte dei 300 iscritti; non si possono scorgere due atleti molto forti, che solitamente occupano le posizioni di testa o giù di lì, i quali per motivi diversi hanno deciso di rimanere nelle retrovie. Matteo Vecchiet ha voluto correre fianco a fianco del figlio 11enne Nicolò, mentre l’infortunato (in modo bizzarro) Andrea Marino ha accompagnato il “presidentissimo” – sia dell’associazione S.Po.R.T. (che coordina il Trofeo Trieste) sia del Gs San Giacomo – Ruggero Poli.