I tifosi storici dell’Unione accolgono con fiducia l’avvio della nuova stagione, pur senza lasciarsi andare a proclami. La parola promozione resta sospesa: troppo presto, dicono, l’importante era ricominciare e costruire passo dopo passo.
A guidare il coro è Sergio Marassi, presidente del Centro di Coordinamento Triestina Club. “Pian pianin, usando le parole del nostro amato Mario Biasin, le cose si stanno mettendo a posto. Anche le ultime notizie dal tribunale mi sembrano positive e mi pare sia stata intrapresa la strada giusta con la squadra completamente rinnovata. Non possiamo ancora giudicare la rosa perché è tutto nuovo per noi, per cui staremo a vedere quale sarà la competitività di questa squadra”. La sensazione, comunque, è incoraggiante. “Secondo me il gruppo è valido, però sappiamo benissimo che per vincere un campionato ci vuole tanto. La cosa più importante era esistere ancora: ora siamo sulla strada giusta e magari avremo un futuro più roseo del nostro passato”.
Per Marassi la vera preoccupazione riguarda lo stadio. “Il Rocco è la nostra casa, un impianto bellissimo che non si può sfruttare. Fa venir da piangere. Siamo già stati a Fontanafredda e ora andare a Gradisca non è il massimo per i tifosi. Mi auguro che venga raggiunto un accordo con il Comune e che, magari dopo la partita di Coppa Italia, si possa tornare a Valmaura per iniziare là il campionato. Altrimenti ricominciamo un anno con nuove problematiche”. E aggiunge. “Importante sarebbe anche avviare la campagna abbonamenti che temo possa essere frenata dal rischio di giocare a Gradisca”.
Simile il pensiero di Franco Della Gala, presidente del Triestina Club Mattonaia. “Innanzitutto sono state messe a posto alcune cose in società con l’arrivo di Giuseppe D’Aniello che ha già lavorato molto bene nell’era Milanese. Ho fiducia in quello che ha fatto il direttore sportivo Delli Carri ma ora bisogna amalgamare la squadra e non è semplice: serve pazienza. Un grande ringraziamento va fatto a Paolo Polidori, sindaco di Muggia, perché si è prestato a concedere il campo e alla società Muggia Calcio del presidente Marco Bertocchi. Le partite casalinghe, inizialmente, si giocheranno a Gradisca ma speriamo si riesca a trovare una quadra anche con il Comune di Trieste”. Sul fronte societario vede segnali incoraggianti. “Fa ben sperare la situazione in tribunale sul dilazionamento del debito alabardato. Poi saranno saldati i debiti che ci sono per colpa di quattro disgraziati venuti a Trieste”. Prudente sulla promozione. “Non credo sinceramente la si possa ambire, ne riparleremo a dicembre in base a come risponderà la squadra. Penso comunque che anche la società sappia che si tratta di un discorso da fare il prossimo anno”.
Claudia Policreste, presidente del Triestina Club Mule Alabardate, accoglie con soddisfazione il ritorno al calcio giocato dopo mesi di incertezze. “Avevo piena fiducia nel lavoro di Delli Carri, D’Aniello e della società: sapevo che avrebbero allestito una squadra competitiva, anche in vista della concorrenza di club ambiziosi come il Mestre”. Promuove il mix tra esperienza e giovani, pur riconoscendo che manca ancora qualche innesto. “Non sarà semplice per il mister assemblare un gruppo nuovo ma le aspettative sono alte. L’arrivo del figlio di Di Livio è un colpo importante per la categoria”. Sul fronte stadio, auspica un accordo con il Comune per tornare al Rocco dopo la risoluzione delle questioni con tribunale e creditori. “Le prime gare si possono giocare a Gradisca, ma la nostra casa è Trieste. Quest’anno inoltre niente ritiro in montagna né amichevole con la Lazio ma questo potrà favorire un rapporto più diretto tra tifosi e squadra fin dall’inizio, che manca da tempo”.
(domani la seconda parte dell'articolo con le altre opinioni dei tifosi)