Trieste, 16 Marzo 2026

Una retrocessione che ha due nomi e cognomi ben precisi

16 Marzo 2026 Autore: Gabriele Lagonigro

Un epilogo scritto da tempo e che non è certo colpa di giocatori, staff tecnico e nemmeno dell'attuale proprietà, per quanto, a livello di comunicazione, gli attuali boss dell'Unione siano assenti ingiustificati ormai da tempo. No, la responsabilità della retrocessione è da ascrivere principalmente ai due americani che, chi in un modo e chi nell'altro, hanno compiuto i disastri propedeutici alla Serie D. Ben Rosenzweig e Alex Menta, o se volete invertire i fattori è uguale perché il risultato non cambia. Loro due, assieme a qualche loro sodale che ha eseguito i compiti senza batter ciglio, sono i principali artefici dello sprofondo alabardato. L'unica magra consolazione a questo punto è attendere che le indagini proseguano e che la giustizia faccia il suo corso. Per ora siamo solo alle ipotesi investigative ma se il mesto ritorno dell'Unione fra i dilettanti sarà anche figlio di condotte illecite, ci auguriamo se non altro che qualcuno paghi le conseguenze. Per non essere, ancora una volta, cornuti e mazziati (o bechi e bastonadi, ma il senso non cambia).

Intanto, qui, ci lecchiamo le ferite e purtroppo per altri due mesi dovremo assistere all'agonia di una squadra che anche ieri si è impegnata, ha segnato due gol, se n'è mangiati altrettanti e ha dimostrato fino all'ultimo quell'orgoglio assente invece nelle stanze dei bottoni.

Di Menta & Rosenzweig ricorderemo le famose fasi, che a posteriori (ma già allora, a dire il vero) sanno tanto di presa in giro. Gli esoneri inconcepebili, le caterve di giocatori stranieri dai contratti importanti e dalle capacità inversamente proporzionali agli ingaggi, le parole al vento, i musi lunghi dopo ogni critica. Di gestioni mediocri in questi anni ne abbiamo viste a bizzeffe ma quella del duo a stelle e strisce non ha paragoni, anche considerando le caterve di soldi buttati al vento.

Da chi comanda adesso l'Unione, invece (a proposito: quasi non ci ricordiamo i nomi, vista la loro pressoché invisibilità...), ci attendiamo un minimo di chiarezza: non a parole, di quelle ne abbiamo sentite fin troppo, ma con i fatti. Saldando le pendenze arretrate, ad iniziare da quella con il Comune, e poi "investendo" su una struttura costituita da dirigenti capaci. E' l'unico modo per tentare la risalita.


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