Trieste, 27 Maggio 2022

Un film già visto: nei big-match il "Rocco" non porta bene

24 Gennaio 2022 Autore: Gabriele Lagonigro

Sembra un film già visto, nonostante il regista, gli attori e le comparse siano differenti. Un refrain che si ripete da anni, praticamente da quando è stato inaugurato il “Rocco”. Scomodare cabala, sortilegi, sfighe e incantesimi è anacronistico, ma che l'Unione faccia quasi sempre cilecca nel proprio stadio negli appuntamenti che contano è praticamente un dato di fatto. E' capitato anche ieri in quella che poteva essere la partita della svolta, in grado di riaprire i giochi per il secondo posto, ed invece lo scivolone interno col Padova rispedisce la Triestina non soltanto ad una distanza apparentemente incolmabile da Pavanel (-12 pur con una partita in meno) ma la ricaccia a -9 anche dal terzo posto occupato da Feralpi e Renate, che comunque hanno disputato un match in più.

L'elenco delle super-sfide in cui l'Unione ha fatto flop di fronte al pubblico amico è infinito e gli stessi grandi traguardi dell'ultimo trentennio sono stati raggiunti lontano da casa e non a Valmaura. Troppa pressione ed emozione? Formazioni costruite per fare più punti in trasferta? Avversari che si esaltano in un palcoscenico speciale? O semplicemente la pura casualità, che costringe i tifosi della Triestina ad uscire così spesso dal “Rocco” col muso lungo? Chissà.

Dispiace perché ieri la sconfitta è giunta dopo una gara ben giocata, in cui l'Unione ha probabilmente espresso nei primi 10' il più bel calcio degli ultimi due/tre anni. Ancora una volta però sono emerse due lacune degli alabardati. La prima è relativa alla fase difensiva, o meglio ancora agli errori che si ripetono. Il primo gol del Padova è stato un gentile omaggio di Volta ma al di là dell'episodio i due centraloni (lui e Ligi) non sempre in coppia appaiono irreprensibili. A proposito: che fine ha fatto Capela, che nella scorsa stagione era risultato fra i migliori? Secondo aspetto: la scarsa vena realizzativa. La Triestina ieri ha collezionato almeno quattro nitide palle gol ma se le fallisci a cinque metri dalla porta, contro il Padova ne paghi le conseguenze. La squadra di Bucchi ha realizzato finora 23 reti, il Renate per intenderci 39.

E' da quest'ultimo punto che deve partire una seria analisi sul gap che separa l'Unione dalle prime quattro, più che appigliarsi ancora una volta agli episodi arbitrali. Rimane il dubbio sull'intervento nell'area biancoscudata proprio prima del raddoppio di Jelenic ma la disamina non può iniziare da qui. Piuttosto, teniamoci stretta la buona prestazione corale per provare a risalire: giocando come ieri, siamo convinti che da qui in avanti Gomez e compagni faranno ancora tanti punti e ridurranno le distanze con il quartetto di testa.


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