Trieste, 16 Luglio 2024

Ripartire dalla difesa e da Celeghin, servono innesti in attacco

22 Maggio 2023 Autore: Luca Henke

Chiuso un campionato, se ne apre un altro. Non è ancora noto chi sarà l’incaricato a costruire la rosa 2023/2024, ma i tifosi hanno già iniziato a improvvisarsi direttori sportivi per immaginare le manovre auspicabili in previsione di una stagione ambiziosa. Probabilmente, non troppe; perché se è vero che la squadra si è salvata nei minuti di recupero del playout di ritorno, sarebbe poco onesto non considerare che la seconda metà di campionato ha visto l’Unione tenere un ritmo decisamente spedito – unico modo, del resto, per riuscire a raggiungere e poi superare Piacenza e Albinoleffe.

La prima partita dopo la chiusura del mercato invernale, che coincide anche con la prima panchina di Gentilini, risale al 1 febbraio: era la sesta giornata di ritorno, e gli alabardati sul campo della Vecomp Verona raccolsero il primo dei venticinque punti totalizzati di lì alla fine, playout compreso (immaginando cioè di aver ricavato un punto all’andata e tre al ritorno contro il Sangiuliano). E questo ci fa capire che la Triestina del dopo-mercato ha viaggiato ad una media di 1,56 punti a partita (25 collezionati in 16 match); in un campionato di 38 gare, la proiezione porta il totale a poco più di 59: nella classifica della stagione appena conclusa, l’Unione si infilerebbe al quinto posto insieme al Padova.

Insomma, pur con una salvezza decisamente risicata, la base su cui costruire la prossima stagione è tutt’altro che scadente. Anzi, probabilmente basta ben poco per disputare un campionato che soddisfi l’ambizione di mantenersi in pianta stabile nella parte alta della graduatoria. E se è vero che le vittorie si costruiscono con le difese, il primo (e più importante) mattoncino è pressoché pronto: il solo Piacentini era arrivato a Trieste con la formula del prestito secco, ma non è da escludere la possibilità di trattenerlo, per regalare a Gentilini (o chi sarà al suo posto) uno dei reparti arretrati più affidabili del girone.
Il centrocampo non ha brillato per un gioco spettacolare, ma è innegabile che specialmente con l’arrivo di Celeghin abbia rappresentato una chiave importante per la risalita dell’Unione verso la salvezza. Crimi e Lollo sono in scadenza, ed è probabile che almeno uno dei due lasci spazio ad un innesto che conferisca più qualità ad un reparto comunque attrezzato.

Tutto da (ri)vedere, invece, il discorso attacco, anche e soprattutto in funzione del modulo che sarà impiegato; in ogni caso, la sterilità offensiva è l'unico problema che il mercato di riparazione non ha risolto: se si vuole alzare l’asticella, o anche semplicemente rimpolpare lo score delle reti segnate in campionato, è auspicabile una piccola rivoluzione. Al di là dell'affetto per chi ci ha messo il cuore alla conquista della salvezza, e della riconoscenza verso gli autori dei gol più preziosi, sarà impossibile rivedere in alabardato tutte le punte. Molto ardua, per i motivi appena citati, la scelta di chi ”tagliare”, e forse è qui che i tifosi non invidiano chi dovrà occuparsene. Ma una cosa, comunque, è certa: l’errore (ammesso come tale dal presidente) di rivoluzionare l'intera rosa non sarà ripetuto. Paradossale, se si pensa che la squadra arrivata quinta è stata disfatta e quella salvata al playout sarà pressoché conservata; ma chi ha vissuto da vicino questo finale di stagione non si fermerà al giudizio freddamente numerico: la qualità numero uno da cui si riparte saranno gli attributi di questo gruppo di uomini veri.


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