Trieste, 11 Febbraio 2026

"Capitan" Allegretti: "Allenare un giorno l'Unione? Anche dalla categoria più bassa..."

11 Febbraio 2026 Autore: Silvia Domanini

Un'altra voce autorevole per testimoniare il malessere dei grandi ex di fronte alla difficile situazione societaria dell'Unione. E per provare a capire cosa fare per uscire dall'impasse. Capitan Riccardo Allegretti, vera bandiera alabardata, è ovviamente preoccupato, anche lui, per il futuro e dall’alto della sua esperienza analizza la situazione.

“Sinceramente non ho gli elementi per giudicare e al di là di quello che leggo non so se le voci che sento siano vere. Secondo me pochi sanno la vera realtà, certo è che si tratta di una situazione destinata ad avere problematiche”.

E’ tutto ancora in evoluzione, con i tifosi ovviamente disillusi. Qual è il suo pensiero?

Credo che ci sia stato un crack che difficilmente si potrà mettere a posto se non con qualcosa di nuovo, perché le cose sono state tante, tanti i punti di domanda, tante le scelte che hanno incrinato i rapporti con la tifoseria.

Cosa intende con qualcosa di nuovo?

Credo che la soluzione migliore, se la guardo dal punto di vista della tifoseria, sia quella di ripartire con una proprietà nuova.

Seria però, perché a Trieste arrivano sempre personaggi discutibili, vero?

Questo purtroppo è un dispiacere. Per esperienza personale ho visto che con il Chievo, ripartito dalla Terza Categoria, è stato fatto un crowdfunding che ha direttamente coinvolto i tifosi ed ha funzionato molto bene e non solo perché la squadra arrivava da 18 anni di A. Credo che se ci fossero gli elementi per una cosa analoga a Trieste, con un seguito così importante, potrebbe funzionare. Chiaro che poi dovrebbe esserci il passaggio ad una proprietà in grado dal punto di vista economico di avere più chances per arrivare agli obiettivi che la piazza si pone. Però per partire e coinvolgere tutti potrebbe essere un passo importante. Ed io per primo parteciperei.

E trovare un imprenditore locale?

Sarebbe la cosa migliore solo che purtroppo, come spesso capita e non solo a Trieste, è difficile per chi è del luogo farsi apprezzare come presidente, allenatore o giocatore. Se un imprenditore triestino dovesse fare una scelta simile, lo apprezzerei molto.

E se ci dovesse essere il fallimento e la retrocessione, chissà in quale categoria, ci sarebbero gli stimoli per ripartire?

Si trovano e lo dico ancora per esperienza. Se ho lasciato a casa la famiglia e sono andato ad allenare in Terza Categoria, al Chievo, gratis, significa che credevo in qualcosa di bello ed entusiasmante. Se poi uno pensa che una volta la Triestina era in serie A o agli eroi di Lucca, purtroppo non si fa nulla.

E cosa serve allora?

Una parola semplice: credibilità. La gente è appassionata della Triestina ed è ovvio che ripartire dal basso comporta sacrifici ma la forza del triestino si è sempre dimostrata tale. L’importante è quindi ripartire con credibilità e limpidezza.

Se il prossimo anno le dicessero di allenare l'Unione, accetterebbe?

A forza di dare la mia disponibilità non sono mai stato chiamato, per cui direi no, con la speranza però di essere chiamato almeno stavolta... Scherzi a parte: per la Triestina ripartirei dal punto più basso, l’ho fatto altrove, figuriamoci se non lo farei nella realtà che mi ha dato di più e nella città in cui vivo. La cosa più importante, più dei soldi, è il mio stato d’animo e la mia risposta è assolutamente sì.


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