E’ un caldo giorno di fine luglio 1994 quando il centrocampista Andrea Polmonari arriva a Trieste. L’Unione è già in ritiro, per la prima volta in vita sua il 30 giugno è fallita e riparte dal Campionato Nazionale Dilettanti, con presidente Giorgio Del Sabato. Ne son passati di anni ma oggi come allora la Triestina non se la passa bene.
“Vivo a Ferrara - spiega Polmonari - ma mi dispiace per cosa sta accadendo a Trieste. Ricordo che dopo il fallimento era tutto da imbastire. Con il grande Billy Marcuzzi e mister Pezzato facevamo addirittura noi gli ostacoli con loro che si inginocchiavano. Eravamo al punto zero. Quando però una squadra affascina si fanno sacrifici ed io per giocarci ero sceso di categoria. Una scelta fortunata dal punto di vista personale”.
Com’è partire da un fallimento e trovarsi nei Dilettanti?
A Trieste ti senti sempre un calciatore di alta categoria, con il Rocco, pubblico e stampa ma devi considerare che per le squadre che vengono a giocare è la partita della vita. Per molti è un’occasione unica calarsi in uno stadio simile ed è naturale diano il massimo, è più pesante invece per chi indossa la maglia alabardata, c’è responsabilità. E anche vincere il campionato Dilettanti non è facile.
Come vede quindi l’attuale situazione?
Intanto mi chiedo quali sono le vere motivazioni per cui vengono tutte queste proprietà straniere in Italia a comprare società di serie C. Per esempio da noi a Ferrara ora c’è una cordata argentina, prima un’americana e credo purtroppo che sia solo un’illusione che una proprietà straniera possa avere reali interessi sportivi e di rilancio.
E’ più un business personale?
Così credo anche se non so quale. L’affare dovrebbe essere non solo per loro ma per squadra, città, pubblico. E’ una tristezza infinita ed anche un bambino in questo modo non riesce ad appassionarsi al calcio della propria città.
Cosa dovrebbe cambiare?
Quando giocavo io c’erano realtà locali, imprenditori che si appassionavano e gestivano seriamente. Adesso c’è il deserto.
Immaginiamo sia un discorso valido anche per Trieste: segue la squadra?
Certamente e mi interesse sempre. Dopo la disgrazia di Biasin, persona che ci teneva a fare le cose bene, le successive acquisizioni hanno fatto ben poco, solo dichiarazioni roboanti. Purtroppo non vedo bene la situazione complessiva ma mi complimento per alcuni risultati dato che a gennaio i giocatori migliori se ne sono andati. E’ difficile anche trovare l’entusiasmo con una simile penalizzazione.
Cosa si aspetta ora?
E’ tutto in evoluzione ma spero almeno che dal punto di vista sportivo si giochino le loro possibilità e ci sia un supporto societario, perché ho quasi l’impressione che da un giorno all’altro possa succedere l’irreparabile. No so se i dirigenti abbiano mai fatto dichiarazioni che indicano una linea.
Si aspetta una nuova gestione, magari locale?
Purtroppo il calcio è diventato fin troppo dispendioso per tutti e la situazione triestina è simile a quella di tante altre piazze.