Giuseppe Marino sta facendo un buon lavoro sulla panchina della Triestina ed è giusto dirlo non solo dopo una vittoria come quella contro l'Inter Under 23, ma anche dopo la netta sconfitta di ieri contro il Renate. Di più, la scelta ad ottobre di richiamare un mostro sacro come Attilio Tesser non ha pagato e, numeri alla mano, sarebbe stato preferibile dare continuità a quanto fatto dal mister napoletano, soprattutto sul piano della compattezza del gruppo. Allo stesso modo, rimane il giudizio complessivamente positivo su quanto fatto dalla squadra sotto il profilo dell'impegno e delle prestazioni, nonostante tutti i problemi affrontati dall'inizio di questa stagione.
Per fare un buon lavoro in condizioni così difficili, ci vuole profilo basso e pedalare, evitando di alzare la cresta con dichiarazioni fuori luogo e che, soprattutto, mettono nel mirino cose esterne al campo. La Triestina ha già abbastanza problemi che esulano dall'aspetto tecnico e creare altri fantasmi non aiuta, a meno di non essere così esperti da riuscire a canalizzare energie da altre fonti, alla Mourinho, tanto per intenderci. Marino, dopo la partita con l'Inter, se l'è presa con un ambiente intorno negativo, quando in relltà alla squadra sono state sempre riconosciute, meritatamente, professionalità e dignità superiori alla media. Anche quel “il club è cresciuto” detto durante la conferenza stampa di presentazione non era stato particolarmente illuminato, viste le circostanze. Decisamente meglio un più classico “pensiamo solo al campo”, come correttamente affermato anche dopo le vicende della scorsa settimana. Perché “pensando al campo” la Triestina si è fatta apprezzare, così come il suo allenatore.