Trieste, 19 Marzo 2026

Non basta il "dietro le quinte", servono azioni concrete e visibili

19 Marzo 2026 Autore: Roberto Urizio

È il momento di agire e comunicare. La Serie D ormai è una realtà anche matematicamente parlando e la Triestina ha bisogno non solo di azioni concrete, ma anche di qualcosa da mostrare a una piazza che vuole vedere e non solo sentir parlare di azioni dietro le quinte. La possibile, anzi probabile, scelta di Giuseppe D'Aniello (che deve ancora liberarsi dal contratto in essere con la Ternana) come uomo forte sarebbe un passo importante e positivo perché consentirebbe alla società di avere finalmente una figura presente con costanza in sede e darebbe alla città una figura di riferimento conosciuta e stimata, perché non ci solo i tifosi da convincere, ma anche le istituzioni che, soprattutto dopo che l'Unione è finita sotto la lente di ingrandimento della Procura, hanno dato segni di insofferenza, dal presidente della Regione Fedriga al Comune.
Da qui, a cascata, l'intenzione della società sarebbe quella di accelerare su almeno un paio di situazioni in fase di stallo. Quella più sotto gli occhi di tutti riguarda lo stadio “Rocco”: l'amministrazione comunale, non più tardi di ieri, ha affermato che manca una proposta formale per il rientro dal debito pregresso e per la gestione futura, dal club manca una parola ufficiale (aspetto che va assolutamente corretto il più presto possibile) ma filtra che qualcosa è stato prodotto per mettere a posto le cose, ma evidentemente mancano i crismi della formalità. L'obiettivo, al netto che quanto dovuto andrà saldato, è ottenere un convenzione più vicina a quella dell'ultima Serie D alabardata (con la gestione Milanese – Biasin e D'Aniello segretario generale) che prevedeva un canone da 30 mila euro annui: difficile arrivare a quella cifra, ma il club punterà a ridurre di molto l'ammontare più recente, oltre a ridiscutere la questione relativa alle utenze.
L'altro obiettivo è dare gambe al progetto del centro sportivo di Montedoro, anche perché c'è un contributo della Regione di 6,5 milioni da non farsi scappare. L'ultima uscita sull'Unione di Fedriga, che a inizio febbraio affermava di voler interrompere ogni forma di collaborazione visto quando stava emergendo dalla indagini, impone non solo di prendere le distanze dalla gestione precedente, ma anche di essere concreti. E quindi anche Montedoro deve iniziare a vedere qualche ruspa, con il traguardo dei primi due campi da tagliare entro i primi mesi della prossima stagione, secondo i desiderata della società. Fin qui qualche milione è stato speso, ma è il momento di smetterla di tergiversare, accelerando sulle scelte e sulle azioni, altrimenti si continuerà soltanto a rincorrere e tappare buchi.


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