Giuseppe Marino torna a guidare la Triestina dopo l'esonero di novembre. Oggi, nella sala stampa del “Rocco”, la ri-presentazione del tecnico: “La situazione è peggiorata rispetto a quando ci siamo lasciati, ma l'input non cambia: fare più punti possibile senza guardare a situazioni esterne. La penalizzazione non ci fa partire da 0-3 ogni partita e non deve essere un alibi: giochiamo, facciamo risultati e poi faremo i conti, questa è la dignità. Pensiamo a fare i punti per salvarci, se poi non ce la faremo per la penalità non avremo niente da rimproverarci”. Sul fronte della rosa, “non faccio una questione di nomi, quando sono arrivato a Trieste allenavo la Primavera 4 e non avevamo neanche i palloni. Il club da quel momento è cresciuto, c'è stato un apice nella prima stagione e dalla Primavera sono passati giocatori come Beyuku, che oggi gioca in B al Modena, mentre Gunduz è qui da tre anni e non so perché se ne accorgono solo oggi. Ho sempre creduto nella società e sono convinto che mi metteranno nelle condizioni di lavorare bene e, in questo senso, già ci siamo: ieri ho allenato un gruppo di 22 ragazzi, con l'aggiunta di qualche Primavera, e sono tutti motivati e credo in loro. Ionita e Crnigoj hanno un nome, ma i vari Pedicillo, Voca e Jonsson sono superiori ai giocatori dell'Ospitaletto, con tutto il rispetto. Sta a noi rimboccarci le maniche e lavorare”. Un eventuale futuro in Serie D non è nei pensieri dell'allenatore: “Vivo alla giornata, cerco di dare il massimo partita dopo partita e non guardo al futuro. La situazione non mi spaventa, credo che il lavoro paghi e non ho nulla da perdere”.
Marino assicura di credere ancora alla salvezza: “L'obiettivo è fare questo miracolo, non voglio accompagnare nessuno a un funerale che qualcuno sta già celebrando, e questo mi fa male. Bisogna crederci e spendere fino all'ultima goccia di sudore. Se non credo in quello che faccio non riesco a dare il 100%”. Sul piano tecnico-tattico, “eravamo camaleontici già ad agosto, i sistemi sono fluidi e non fissi. L'obiettivo è limitare i gol subiti, restare in partita e fare in modo da riuscire a portare gli episodi decisivi dalla nostra parte. Ma sul piano del gioco c'è poco da dire, con Tesser la squadra dominava e questo conferma che i giocatori ci sono. Bisogna solo dare una sterzata e togliere quel senso di assuefazione alla sconfitta che sembra esserci”. In rosa ci sono anche alcuni giocatori che erano finiti ai margini, se no proprio fuori squadra, nella prima gestione Marino: “Per Voca c'era un problema di numeri nella lista, a centrocampo eravamo coperti e lui è stato sacrificato – afferma il tecnico –. Ma non è stato messo da parte, tanto che si è sempre allenato con noi, e il rapporto è tranquillo. Attys era fuori lista per un infortunio e, anche per la mancata preparazione, avevamo bisogno di giocatori subito pronti. Abbiamo comunque l'obbligo di guardare al bene della Triestina, senza guardarci indietro e trovando soluzioni da qui in avanti”. Ma come ha vissuto Marino lo stallo degli ultimi giorni? “Sono stati giorni tranquilli, adesso c'è solo tanta voglia di lavorare”.