Trieste, 16 Aprile 2024

Le incongruenze a cui il presidente non ha ancora dato risposta

27 Febbraio 2024 Autore: Roberto Urizio

I primi mesi di gestione americana lasciano aperti alcuni interrogativi a cui la conferenza stampa del presidente Rosenzweig non ha certo dato risposte. Sia chiaro, i recenti risultati negativi e le perplessità legate alla guida tecnica non bastano a rendere automaticamente sgraditi i dollari di Lbk Capital, ma le decisioni sul piano sportivo appaiono incoerenti, anche rispetto agli stessi obiettivi tracciati fin dall'inizio dell'avventura alabardata dal presidente. Che la Triestina sia un business per gli investitori che l'hanno rilevata la scorsa estate è logico ed evidente, solo un ingenuo potrebbe pensare a una folgorazione rossoalabardata sulla strada che da Atlanta porta all'Europa. Per cui benissimo volere la gestione dello stadio (anche per possibili altri eventi, magari meglio calendarizzati di quanto visto quest'anno da altri...) e la realizzazione di un centro sportivo, benissimo al caso anche qualche investimento extra calcio (di cui, al momento, non si hanno comunque evidenze). Ma, rimanendo sul piano sportivo, alcune incongruenze di fondo vanno approfondite e risolte.

BUSINESS SÌ, MA COME?  Ancora non si è capito come si voglia fare affari attraverso il calcio. O meglio, abbiamo sentito parlare più volte di valorizzazione di giovani, magari da rivendere creando plusvalenze. Ma il giochino, che sarebbe virtuoso e ben accetto se eseguito al meglio, in Serie C funziona fino a un certo punto. Senza contare che la categoria in cui milita oggi la Triestina è finanziariamente un salasso e chi vuole fare del calcio uno strumento anche economico deve uscirne al più presto. Insomma, per fare business serve prima di tutto la Serie B (e la scelta di Tesser sembrava andare in questa direzione), anche se chiederla subito era effettivamente difficile. Ma gettare alle ortiche le basi del progetto abbozzato a luglio non sembra la strada giusta, anche perché i giocatori che potevano avere un valore si stanno svalutando con questo girone di ritorno fin qui pessimo.

IL LUNGO PERIODO  Rosenzweig in conferenza stampa ha ripetuto più e più volte che il lavoro è quello di dare sostenibilità per un progetto di lungo periodo. Ma come si sposa questa filosofia con la decisione di mandare via un allenatore, preso per un discorso biennale, e prenderne un altro con un contratto di pochi mesi? Domanda a cui in conferenza stampa, al di là di una difesa d'ufficio delle scelte fatte, non è stata data risposta.

IL MERCATO DI GENNAIO  La scelta di non investire nella finestra invernale, al pari dell'esonero di Tesser, può piacere o meno ma rientra nelle decisioni che una società ha il diritto di prendere. Lasciano però perplessi le dichiarazioni del direttore generale Alex Menta che ieri ha addossato all'ex tecnico la responsabilità delle partenze a gennaio, quando lui stesso sui social scrisse così dopo la cessione di Adorante: “Se non capisci l'importanza della città di Trieste e il progetto di Triestina e chiedi di andartene, accompagnerò io il giocatore all'aeroporto. Ci sono 20.000 giocatori che farebbero di tutto per indossare questa maglia. Cambieremo la mentalità di questa società”. Fa inoltre specie che, se la versione affermata ieri da Menta corrispondesse a realtà, fosse dato ascolto a un allenatore che già era sulla graticola, visto che già verso la fine di gennaio c'erano stati contatti con Bordin per sostituire Tesser.

LA COMUNICAZIONE  Prima di presentare Roberto Bordin, Sebastiano Stella e Alex Menta imputarono a Tesser l'incapacità di far crescere chi gli lavorava intorno, facendo l'esempio di Morris Donati. Pochi minuti dopo, lo stesso Donati ringraziò pubblicamente Tesser “con cui sono cresciuto molto”. Un dettaglio, per carità, probabilmente una frase di circostanza del direttore sportivo ma anche un piccolo esempio di una società in cui le varie componenti devono ancora trovare l'insieme, anche perché probabilmente non c'è un direttore d'orchestra che lo faccia. Il comunicato che ha annunciato l'esonero di Tesser è un clamoroso autogol, nonché l'elemento scatenante di un'inversione di tendenza nei rapporti con la piazza dopo l'iniziale luna di miele. Anche le ultime uscite del presidente per mantenere tutto com'era, prima con comunicato e poi con la conferenza stampa di ieri, non sono state dei capolavori comunicativi.

Ovviamente accostare questa società alle pagine più buie della storia recente della Triestina è il classico errore di chi butta via il bambino con l'acqua sporca, ma degli errori ci sono stati e vanno corretti. Per la piazza ma anche per salvaguardare il business che il presidente rappresenta.


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