Trieste, 30 Ottobre 2026

Le dimissioni di Margiotta punta dell'iceberg di una House of Doge in difficoltà

29 Ottobre 2026 Autore: Roberto Urizio

Le dimissioni di Marco Margiotta da Ceo di House of Doge non rappresenta solo un atto formale, ma è un passaggio che porta la società verso un tentativo di ripresa da una situazione tutt'altro che rosea, tanto da perdere di fatto il legame con Dogecoin Foundation (in questa stagione, non a caso, non vediamo il marchio Dogecoin sulle maglie della Triestina) se non per attività residue e comunque non esclusive, tanto che HoD dovrà cambiare denominazione ed eliminare qualsiasi riferimento a “Doge” entro la fine del 2026, con tanto di penale di rescissione da 400 mila dollari che però – ed è questo un aspetto tutt'altro che rassicurante – attualmente non è in grado di pagare: lo farà quando disporrà di fondi sufficienti (attraverso liquiditià o azioni). La società che detiene il 41,12% di Lbk, realtà che a sua volta è proprietaria della Triestina Calcio, sta cercando di superare le difficoltà attuali attraverso un cambio di strategia e di attività, puntando sulla cosiddetta tokenizzazione (che riguarda sempre il digitale, ma non bitcoin) e sul microcredito, ma la sua situazione finanziaria è complessa e c'è il rischio di uscire dall'indice Nasdaq. Difficile dire come le vicende americane si intersechino con quelle alabardate, ma che il soggetto che ha la maggioranza (seppure relativa) della Triestina, nonché principale finanziatore, navighi in cattive acque non lascia certo tranquilli.


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