Trieste, 29 Settembre 2026

La frustrazione dei tifosi: c'è chi vorrebbe il cambio del mister e chi dà più colpe a Delli Carri

29 Settembre 2026 Autore: Silvia Domanini

Delusione, amarezza e rabbia fra i tifosi alabardati, che non digeriscono l’ultimo posto in classifica in Serie D. Sulla graticola finiscono giocatori e allenatore. “In questo momento è un vero e proprio disastro - spiega Franco Della Gala, presidente del Triestina Club Mattonaia - e credo che l’allenatore debba dare le dimissioni perché purtroppo non riesce a tenere la squadra o far sì che i giocatori si immedesimino nel suo gioco. Assomiglia molto a Santoni, è uno psicologo e sappiamo come erano finite le cose. Le colpe però a questo punto ricadono molto sul direttore sportivo Delli Carri perché ha preso giocatori che non assimilano il gioco del mister o con cui c’è incompatibilità. Il mercato lo ha fatto lui e le responsabilità le ha lui più che l’allenatore. È chiaro che non si possono fare prestazioni come a Palazzolo dello Stella perché la squadra era assente, senza gioco e grinta. Già ad inizio stagione avevo detto che con Fontana non si va tanto lontano. La persona adatta poteva essere Allegretti: se devono cambiare si pensi a lui ma in fretta”.

Molto deluso anche il presidente del Centro di Coordinamento Triestina Club, Sergio Marassi. “Sono deluso ed amareggiato, non si poteva pensare a un simile andamento dopo cinque giornate. Continua la sofferenza della tifoseria e non abbiamo alcun riscontro di un miglioramento dal punto di vista tecnico, anzi il secondo tempo di domenica è stato inguardabile. Penso che questi giocatori abbiano più qualità di quanto dimostrano, però i risultati non ci sono. Sapevo che non era possibile vincere il campionato, ma essere ultimi è allarmante per la tifoseria”.

Sulla stessa lunghezza d’onda i tifosi alabardati lombardi. “Nessuno pensava di dominare il campionato - dice Matteo Reggente, presidente del TC Milano Alabardata - ma nemmeno di essere in fondo alla classifica e con una pochezza di gioco e idee davvero allarmante. Siamo dalla parte della società e confidiamo che qualunque scelta verrà presa sarà per il bene dell’Unione”.

“Abbiamo fiducia ma non vediamo alcun progresso - aggiunge Cristiano Billa del direttivo del TCMA - sembra che in campo ci sia confusione nonostante la maggior chiarezza che vediamo in società. Inoltre c’è troppo nervosismo: due espulsioni in panchina in sette partite per mister Fontana sono veramente tante”.

Gli fa eco Giuliano Pentassuglia, anche lui del direttivo della Milano Alabardata. “Con il Cjarlins ho visto buchi impressionanti, soprattutto sulle fasce. I due centrali, poi, sono molto lenti: andrebbero aiutati con un centrocampo più aggressivo. Non mi sembra che la squadra sia messa benissimo in campo”. Un altro tifoso, Ivo Brazzatti, presente in trasferta in Friuli, commenta così. “Decente il primo tempo però sterili in avanti. Anche giocando tre partite non avrebbero mai segnato. L’allenatore, a mio avviso, è quello che c’entra di meno, povero: il problema sono i giocatori che sono scarsi”.

Non nasconde la sua frustrazione Sandra Perosa del Triestina Club Mule Alabardate. “Stavolta sono arrabbiata. Credo che l’allenatore non metta bene in campo i ragazzi e per il bene dell’Unione sarebbe meglio cambiare tecnico o scoprire se c’è qualcosa che non va in spogliatoio, capire se c’è un problema e risolverlo prima possibile perché se no si finisce in fondo. Ho visto tiri che neanche i bambini fanno: la partita di domenica poteva starci di perderla, ma sono le altre che bisognava vincere. E sono arrabbiata per questo”.

Amareggiato anche Roberto Covi del Triestina Club Mario Biasin. “Non ho parole. Ero talmente fiducioso all’inizio e dopo ci ritroviamo così. Il campionato è comunque appena iniziato e si può migliorare sicuramente. Speriamo si possa risolvere qualcosa perché ho visto la squadra dimessa. Non diamo le colpe all’allenatore perché ha avuto poco tempo, poche partite, però non vedo la squadra molto pimpante. Ci vuole ancora un po’ di tempo: in Italia la cosa più facile è mandare via il tecnico e non è così che si risolvono i problemi. Bisognerebbe entrare in spogliatoio e capire com’è realmente la situazione”.


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