Trieste, 16 Luglio 2024

La fiducia dei tifosi: "Stagione nel complesso positiva, futuro roseo"

13 Giugno 2024 Autore: Mattia Fabbro

Tifare una squadra di calcio è una cosa seria, per quanto semplice. Parte da fattori spesso ereditari di fede e si dirama in percezioni emotive potentissime. Gioia, rabbia, stupore per un amore dai forti connotati puerili. Se cuore e appartenenza ti portano a tifare Triestina, poi, a tutto questo vanno aggiunti anche buone dosi di pazienza e coraggio. “Nati per soffrire” in buona sostanza, come recita un ormai noto striscione ben visibile in curva, sia in casa che in trasferta. Proprio per questo abbiamo deciso di percorrere un itinerario nei meandri degli umori di tre rappresentanti della tifoseria dell'Unione: Raffaella Longo (presidente Triestina Club Totò De Falco), Matteo Reggente (presidente Milano alabardata) e Piero Stinco (ex presidente Nucleo Rindondo).
Quest'ultimo, da tifoso storico ed ex presidente del Nucleo Rindondo, si dice “molto soddisfatto dell’annata appena trascorsa. Abbiamo giocato un campionato dove ci sono stati problemi, ma che ci ha visto arrivare quarti e giocare i play-off. Poi vincere è difficile per tutti, quindi piena fiducia in questa società, specie se ci ricordiamo che un anno fa ci siamo dovuti salvare a Seregno con un eurogol di Tavernelli al fotofinish. Quest’anno, invece, siamo partiti benissimo con un girone d’andata meraviglioso per poi vedere qualche meccanismo rompersi dopo la gara col Padova, ma giungere comunque ad un finale che per me è assolutamente soddisfacente. Ho assoluta fiducia nel futuro e nei confronti di una società che non ha avuto nessun problema d’iscrizione alla prossima stagione e che, soprattutto, sta dando vita ad un progetto atteso da una vita come quello del centro sportivo”.
Anche per Raffaella Longo “la stagione appena conclusa è stata assolutamente positiva. Credo non si debbano guardare solamente i risultati sul campo e quelle che erano le aspettative, ma anche tutto quello che sta attorno. La creazione della squadra, con tante novità inserite in poco tempo, faceva presagire che potessero esserci degli incidenti di percorso e, proprio per questo, non li reputo una tragedia. Era nell’ordine delle cose, così come il divorzio con Tesser: secondo me il rapporto tra la società e l’allenatore, che stimo come uomo e professionista, è stato un idillio iniziale, poi conclusosi dopo aver vissuto una quotidianità ed essersi conosciuti meglio. Ma non ho mai pensato che il suo esonero fosse la tragedia che è stata dipinta, anche considerando quanta stima provi nei confronti di chi gestisce la società in questo momento. Il successo della Pallacanestro Trieste dimostra come le proprietà americane non rappresentino il male visto da tutti, ma che ci sappiano davvero fare. Quella attuale ha raccolto una società allo sbando, tra le peggiori di sempre nella storia di Trieste, e ci ha portati dagli infarti di Seregno ad un quarto posto coi play-off, coprendo tutti i debiti e ponendo le basi per il centro sportivo”.
Da Milano, Matteo Reggente vive la Triestina da un diverso punto di vista: “Non siamo coinvolti direttamente negli umori della città, pur essendo sempre aggiornati e avendo fatto, come club, tutte e 19 le trasferte. Il fascino di tifare l’Unione da Milano accompagna il nostro club da 22 anni. L’ultima stagione ci ha regalato tantissimo entusiasmo all’inizio, per poi affrontare l’iter delle partite casalinghe lontane da casa e lo shock dell’esonero di Tesser. Tutto sommato, noi del Triestina Club Milano Alabardata ci reputiamo soddisfatti del quarto posto con annessi play-off. Si poteva forse fare un po' meglio con il Benevento, ma sono d’accordo nel dire che bisogna ricordarsi da dove si è partiti. Siamo carichi, felici di poter essere vicini alla squadra da lontano e fiduciosi nei confronti di una proprietà che sembra davvero fare sul serio. Apprezziamo siano stati ammessi gli errori, perdonabili al primo anno, e vediamo con buone aspettative il futuro. Per il prossimo campionato l’obbiettivo minimo deve essere superare il quarto posto e magari essere promossi come primi. Nella speranza che le istituzioni locali gestiscano meglio i concerti al Rocco, facendoci godere il nuovo e splendido manto erboso”.


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