La cessione del capitano Artur Ionita ha demoralizzato e deluso i tifosi: sfuma il miracolo salvezza e regna la tristezza ma il popolo alabardato assicura che il tifo non verrà meno, alla luce anche dei mini abbonamenti acquistati per il girone di ritorno per stringersi attorno alla squadra.
“Siamo senza parole - spiega Sergio Marassi, presidente del Centro di Coordinamento Triestina Club - perché la società dovrebbe essere chiara e comunicare esattamente le intenzioni, dire cioè se la scelta è di scendere in serie D e vendere i giocatori migliori senza fare quei 449 mini abbonamenti. Siamo alle solite: continua la non comunicazione. Sono deluso perché dopo tanti anni e tanti simili momenti che si sommano viene da chiedere cos’è che ti fa sostenere questa squadra, questa società”.
Pensiero simile anche per Claudia Policreste, presidente del Triestina Club Mule Alabardate. “Tanti tifosi, me compresa, avevano pensato che si poteva tentare di salvare la categoria arrivando ai play out con l’inserimento di alcuni giocatori, visto che la squadra era competitiva da metà classifica. Ora alla luce della cessione del capitano, uomo chiave che sarebbe rimasto anche in caso di retrocessione, ci viene da pensare che la società voglia fare cassa. E per noi che ragioniamo da tifosi è difficile digerire il tutto. Il nostro appoggio non verrà meno perché la squadra merita di esser seguita fino alla fine visto che tutti stanno onorando la maglia”.
Sostegno alla squadra anche da chi la ama e segue da lontano. “Presente a Lecco - fa eco Matteo Reggente, presidente del Triestina Club Milano Alabardata - e credo che in questo momento ci siano tre posizioni. Quella della società che con la vendita di Ionita dimostra di non credere più alla salvezza, quella del tifoso medio che fatica ad accettare la situazione e quella dell’innamorato, come me, che finché la matematica non condanna continuerà a credere alla salvezza. Sono molto deluso e triste ma seguiremo sempre la squadra”.
Situazione chiara per Roberto Covi, presidente del Triestina Club Mario Biasin. “Questa società non ha intenzione di rafforzare la squadra anche perché la situazione è estremamente critica. Con tutta la buona volontà alla salvezza non si arriva nonostante il grande impegno dei ragazzi. Se si facevano 4, 5 punti in più all’andata forse si poteva avere qualche speranza. Andremo in serie D e speriamo solo di ripartire con presupposti di correttezza fiscale e serietà e senza proclami”.
Per Walter Ulcigrai, presidente del Triestina Club Bar Alabarda, la società cerca di incassare. “Sicuramente perché poi rischiano a fine anno di perdere tanti soldi se non riescono a vendere i giocatori. Meglio sarebbe stato tenerne qualcuno buono e cercare di mantenere la categoria. Ora penso sia molto difficile salvarsi anche perché forse potrebbe arrivare un’altra penalizzazione e credo che la società stia preparando una squadra per la D. Stanno vendendo i pezzi migliori per incassare”.