Trieste, 27 Maggio 2022

L'Unione meritava di "passare" ma il giudizio complessivo non cambia

13 Maggio 2022 Autore: Gabriele Lagonigro

Un'altra stagione finita anzitempo ma rispetto all'anno scorso è un'eliminazione completamente differente. L'Unione ha chiuso i play-off dominando il Palermo al “Barbera” di fronte a 30 mila spettatori e guadagnandosi gli applausi della società rosanero e degli addetti ai lavori locali (meno dei tifosi siciliani, che hanno bersagliato di oggetti i giocatori alabardati all'uscita dal campo, ma questa è un'altra storia...). Bene, bravi ma non sarà una partita di alto livello, in cui la Triestina meritava di vincere e di passare il turno, a modificare i giudizi su quest'annata; che era mediocre prima di ieri e rimane tale anche oggi, semmai - e questo è il paradosso - con qualche rimpianto in più per aver dimostrato di essere all'altezza di una big.

Resta un dato significativo: contro le cinque squadre più in alto in classifica (Sudtirol, Padova, Feralpi, Renate e Palermo), l'Unione ha ottenuto due punti sui trenta disponibili. Basterebbero questi due numeri per descrivere la stagione dell'Alabarda. Per tutto il campionato gli uomini di Bucchi sono stati poco pericolosi in fase offensiva ma anche quando hanno creato tanto - come ieri - hanno realizzato un solo gol a fronte delle sette nitide occasioni costruite. E' stata la lacuna principale durante l'annata ma non l'unica. Più di qualcuno, dopo l'1-1 di ieri e il dominio costante per 90' alla “Favorita”, ha detto e scritto che bisogna ripartire da questo gruppo per impostare la nuova stagione ma non può essere una buona performance su un campo caldissimo a modificare l'opinione maturata dopo quarantuno partite complessive.

Ripartire da Bucchi ha un senso: il mister rimane comunque parzialmente responsabile per un campionato al di sotto delle attese ma ha creato empatia con l'ambiente, ha un buon rapporto con i giocatori ed una capacità di relazionarsi che non è secondaria. Il gioco della Triestina non sempre ha incantato, anzi, ma cambiare di nuovo guida tecnica non avrebbe senso, anche perché al suo posto non arriverebbe certo Guardiola (e anche il mister catalano, senza De Bruyne e Foden, in Serie C faticherebbe non poco...). Avanti con Bucchi, quindi, ma servono diversi cambi in rosa. Ad iniziare dagli attaccanti, quasi tutti sotto la sufficienza per l'intera stagione, per proseguire con un centrocampo che ieri è stato “top” ma che è incorso in troppi infortuni durante la stagione. Sfortuna, certo, ma forse un ringiovanimento generale del gruppo potrebbe giovare nel lungo periodo.

C'è poi il discorso legato alla società ma questo è un tema delicato. Dopo tre stagioni sottotono quali saranno le intenzioni australiane? Si riproverà un'altra volta la scalata alla Serie B? Questa è la speranza ma non può essere una certezza. Spetterà all'amministratore unico, speriamo a breve, rendere noti i prossimi obiettivi. Augurandoci che non sia un'altra estate di lunga attesa, come quella passata.


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