Trieste, 10 Febbraio 2026

L'indimenticato Ascagni: "Questo calcio non mi piace, e quanta malinconia vedere l'Unione così..."

10 Febbraio 2026 Autore: Silvia Domanini

La sua cavalcata in campo era preludio al gol, la sua squadra ha fatto innamorare tutta la città e a distanza di tanti anni, Tiziano Ascagni, Titti, si sente sempre molto legato alla Triestina ed ora ne parla con tristezza.

“In questo momento c’è grande malinconia, anzi mi viene il magone perché non mi sarei mai aspettato una situazione del genere, è drammatica. Ma quando ci sono questi avvoltoi che girano attorno...”.

Perché accadono queste cose secondo lei?

Mi pare tutto strano, anche la Federazione ha picchiato forte devastando un po’ tutto l’ambiente, si è proprio accanita contro la Triestina. Mi vien da pensare che hanno qualche rimembranza. La stagione era iniziata benino poi sono subentrati tanti fattori, dal cambio di allenatore, al ritorno del meraviglioso Tesser anche se pure lui ha patito la situazione. Strano che con una squadra così ed un simile tecnico non si sia potuto fare grandi cose. E i punti di penalizzazione sono un macigno difficile da digerire.

Segue ancora la Triestina?

Certo ed ero a vederla a Vercelli e contro la Giana Erminio; vivo a Voghera e se è in zona mia ci sono sempre. La squadra non era male ma le problematiche hanno intaccato il morale.

Lei ha mai vissuto situazioni simili o fallimenti?

No fortunatamente ma quando giocavo io le squadre erano perfette, c’era un calcio come si deve non come questo con squadre che hanno anche venti stranieri. E non c’è neanche più posto per il settore giovanile. Questo calcio non mi piace per niente.

Cosa non le va?

E’ cambiato tutto sotto ogni aspetto ed anche tecnicamente parlando, per esempio, non si può più dribblare, fare tunnel, mosse veloci. Un calcio rovinato inoltre dagli arbitri che vogliono far loro la partita.

Che futuro si prospetta per la Triestina?

Vedremo cosa accade ma con grande dispiacere non lo vedo positivo: mi sa che scenderà di categoria e mi piange il cuore solo a parlarne. Poi bisognerà ripartire e trovare qualcuno che la gestisca in modo serio.

Perché secondo lei a Trieste ci sono sempre personaggi particolari?

Sembra quasi che qualcuno dica "vai a Trieste, vedrai che fai soldi, poi te ne vai". Prendono la squadra e non concludono nulla, anzi se ne vanno e ci hanno anche guadagnato. Questa è la mia impressione.

E nessuno ha un progetto serio di rilancio per l’Unione, come mai?

Gestire una squadra di calcio al giorno d’oggi credo sia una questione problematica per tanti motivi. Ma quello che mi pare alquanto strano è che non ci sia nessuno a Trieste che possa prendere in mano la Triestina, un imprenditore di quelli come una volta. Mi chiedo: non c’è proprio nessuno? Bisognerebbe far pressione su queste persone, sarebbe l’unica cosa. Prometto io una cosa...

Cos’ha in mente?

Quando vinco 180 milioni al Super Enalotto vengo io e faccio il presidente magari aiutato da De Falco. A parte gli scherzi: verrei anche adesso se potessi perché Trieste è la mia seconda casa e l’Unione è sempre nel mio cuore. Vederla così in questa situazione fa male, tanto.


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