Fare ordine in una situazione come quella che riguarda la Triestina è esercizio davvero improbo. L'indagine della Procura di Trieste sulla gestione della società alabardata da Atlas Consulting a oggi (passando quindi per Lbk e House of Doge) è sostanzialmente un punto di non ritorno, fermo restando che siamo, appunto, in fase inquisitoria e che quindi i reati sono al momento ipotesi e che gli indagati non sono colpevoli fino a prova contraria. E se ci saranno sentenze di colpevolezza è altrettanto chiaro che ci saranno posizioni diverse tra i vari indagati.
Ma quindi perché punto di non ritorno? Perché chi oggi gestisce la società, ammesso e non concesso che sia estraneo alle ipotesi di reato, si trova di fronte a una situazione da cui non può uscire nel modo in cui pensava e sperava fino a pochi giorni fa. Se gli attuali vertici vogliono effettivamente sanare la terribile situazione finanziaria della Triestina, dovranno mettere pesantemente mano al portafoglio praticamente da subito, e comunque non nei tempi che ipotizzavano. Tra dieci giorni c'è la scadenza per il pagamento degli stipendi dei tesserati di novembre e dicembre: lì potremmo capire qualcosa in più sulle intenzioni del club. La Serie D abbasserebbe i costi, ma ciò non basterebbe a mettere a posto i conti dissestati, senza contare che l'ambiente circostante è quantomeno ostile, come testimonia anche l'uscita di oggi del presidente della Regione Massimiliano Fedriga, che ha di fatto chiuso ogni forma di collaborazione, a partire dalla sponsorizzazione “Io sono Fvg” che c'era ancora anche se non si vedeva sulle maglie.
Le nubi dell'ennesimo fallimento sono nerissime e incombenti, un'ulteriore mancato pagamento alla prossima scadenza porterebbe con ogni probabilità all'esclusione della Triestina dal campionato in corso, se invece il 16 febbraio si pagassero gli stipendi, ovviamente non tutto sarebbe sistemato. Qualora partisse l'iter fallimentare, i passaggi sono quelli già tristemente noti, mentre il domani sarebbe tutt'altro che semplice. Pensare che qualcuno rilevi la società, seppure parzialmente ripulita, dal Tribunale è prospettiva difficilmente percorribile, mentre per ripartire bisognerebbe trovare chi abbia voglia di sobbarcarsi l'avventura in tempi rapidi. Per fare un esempio, due anni fa il Pordenone ripartì dalla Promozione con una nuova società costituita a maggio. Ma siamo nel campo di ipotesi e di carro davanti ai buoi, perché in questo percorso accidentato ci sono tante tappe e tanti ostacoli da superare.