Che cosa ne pensano i tifosi delle difficoltà dell'Unione? Lo abbiamo chiesto ad alcuni rappresentanti dei club. Sul pdf settimanale di City Sport on line domani mattina il servizio completo. Ecco alcune anticipazioni.
Iniziando proprio dal presidente del Centro di Coordinamento, Sergio Marassi, emerge come “l’elemento cardine deve essere una ritrovata unione tra tifoseria e società. Questi ultimi giorni di polemica destabilizzano l’ambiente. Ma così come la tifoseria deve smetterla con gli insulti e gli attacchi personali, allo stesso tempo la società farebbe bene a lasciarsi scivolare addosso la gran parte delle critiche: fanno parte del gioco, ce n’è per tutti, e sapendo di aver lavorato bene, con coscienza, tutto ciò che arriva dall’esterno si può ridimensionare”.
Claudia Policreste, presidente delle Mule Alabardate, ha un’idea precisa sulle priorità: “Dopo l'ennesima illusione, e successiva delusione, bisogna guardare avanti facendo tesoro degli errori commessi: Capela, Calvano, Lepore, Gomez, Petrella e Procaccio siano i cardini di un progetto a medio/lungo termine. Occorre un mix tra vecchi marpioni, che portino esperienza e trascorsi vincenti, e giovani con gamba, che di vincente abbiano almeno la mentalità. Serve un programma pluriennale”.
L’idea della pianificazione nel medio termine è condivisa anche da Walter Grattagliano, presidente del TC Bar Junior: “La delusione è dovuta al fatto che è stata promessa la promozione per troppi anni di fila, senza quasi mai avvicinarla. Bisognerebbe invece pensare con serenità ad un progetto triennale: i risultati, gradualmente, arriverebbero. E tenere lo stesso allenatore per tutta la durata del percorso sarebbe un buon punto di partenza. L’unica colpa che forse si può imputare a Milanese è quella di non aver recitato un piccolo mea culpa”.
Alessio Tuntar, del TC San Giacomo, è convinto che le responsabilità del recente fallimento siano principalmente dei calciatori: “Milanese si è preso la responsabilità di ingaggiare certi nomi sulla carta molto buoni, ma purtroppo hanno reso ben al di sotto delle aspettative. Spero che adesso si punti su giocatori che abbiano voglia di mettersi in mostra, magari collaborando con qualche società di categoria superiore”.
Per Piero Stinco, ex presidente del Nucleo Rindondo, “un presidente come Mario Biasin, probabilmente, non lo avremo mai più, e anche per questo il rammarico è persino maggiore. Uscire al primo turno contro la terza squadra di Verona non fa onore ad una proprietà così affezionata ed appassionata. Il problema di quest’anno è stato l’atteggiamento, lo si è visto dalla prima giornata contro il Matelica fino all’ultima contro il Mantova, quando abbiamo incassato una rete dopo 9 minuti pur giocando - in teoria - per piazzarci quinti”.