Trieste, 26 Ottobre 2021

Il "-10" è già un incubo: bisogna fare subito un filotto

20 Settembre 2021 Autore: Gabriele Lagonigro

Commentare la sconfitta di ieri a Padova è davvero complicato anche per chi, in questi anni, ne ha viste di ogni tipo. Il primo tempo all'Euganeo è stato uno dei più sontuosi che si ricordi: occasioni a go-go, un palo clamoroso, un gol annullato ingiustamente, un tiro di Gomez dall'area piccola incredibilmente a lato ed altre due o tre opportunità pericolose avrebbero meritato miglior fortuna. All'intervallo, invece, era 1-0 per il Padova...

Sulla ripresa ci sono due versioni discordanti: c'è chi come noi ha visto un evidente calo fisico e chi invece è più portato a ritenere che il raddoppio a inizio secondo tempo abbia sfiancato psicologicamente gli alabardati. La verità probabilmente sta nel mezzo ma è innegabile che in questo momento la squadra non abbia i 90' nelle gambe ed è altrettanto evidente che Bucchi stia ancora cercando il bandolo. Ieri, nel corso della gara, si sono viste interpretazioni ed anche interpreti diversi ma non potrebbe essere diversamente, dal momento che la rosa è stata rimodulata l'ultimo giorno di mercato.

E qui semmai bisognerebbe aprire una parentesi per capire il motivo per il quale ci si allena un mese e mezzo d'estate per poi presentarsi al via con almeno sei/sette elementi potenzialmente titolari tutti nuovi. I detrattori sono portati a sostenere che questa società pecchi di programmazione, chi invece è più ben disposto verso il club sottolinea che così fan (quasi) tutti, ma la verità è che l'Unione di oggi è una squadra ancora sperimentale e con una condizione fisica non al top.

Non sarebbe una tragedia, se non fosse che alla quarta giornata il gap con le due battistrada, Padova e Pro Vercelli, è già di 10 punti e che da qui a fine mese si giocherà ogni tre giorni. L'Unione deve recuperare una partita, è vero, ed è altrettanto corretto sostenere che quest'anno la società non ha promesso di lottare per vincere il campionato, ma ritrovarsi con una distanza in “doppia cifra” al 20 settembre non era immaginabile nemmeno nei peggiori incubi. E non aiuterà certo a riportare allo stadio coloro che hanno deciso a priori di disertare lo stadio Rocco.


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