Trieste, 02 Aprile 2023

Il presidente non c'è, la politica nemmeno: l'Unione sprofonda nell'indifferenza

06 Febbraio 2023 Autore: Gabriele Lagonigro

L'Unione sprofonda e a parte quei pochi tifosi presenti al Rocco, ai quali va tutta la solidarietà del caso, il disinteresse appare ormai conclamato. La città, intesa come la parte istituzionale, non batte un colpo e d'altronde non è la prima volta che capita. Non che i rappresentanti politici possano influire sulle sorti calcistiche della Triestina ma l'argomento, sia fra i banchi della maggioranza che fra quelli dell'opposizione, è completamente assente. Il rischio concreto è di sprofondare un'altra volta fra i dilettanti e chissà se la società rimarrebbe in vita ma la tribuna vip è piena di personalità solo per gli appuntamenti che contano. Ieri, come accade quasi sempre, non c'era anima viva. Il carro dei vincitori si riempie solo quando le cose vanno bene (ogni riferimento ai "vip" presenti ieri al PalaTrieste non è puramente casuale...)

Ma c'è un altro silenzio che fa rumore ed è quello della proprietà. Non è che il presidente debba essere presente sempre, per carità, e gli va dato atto che in questo mercato di gennaio si è adoperato per cambiare la rosa ma la sua assenza dal Rocco, in questo momento, pesa come un macigno. Giacomini può andarsi a vedere tutte le partite del mondo senza rendicontarlo a noi né ai tifosi per cui non c'è niente da indignarsi se ha seguito Juve - Lazio dalle tribune dell'Allianz Stadium, ma se ha trovato il tempo per andare fin sotto la Mole potrebbe sacrificarsi e giungere per una volta anche sotto San Giusto. Anche perché, da quanto avevamo capito (ma forse ci sbagliamo...), aveva in qualche modo paventato il suo arrivo proprio per la sfida con la Pro Sesto.

E se proprio siamo così lontani, almeno parli. Perché ci sono due interrogativi pressanti che aleggiano nell'aria. Il primo è legato al famoso closing del 31 gennaio: c'è stato o no? I nuovi soci sono entrati? Il secondo, altrettanto vitale, è intimamente legato al futuro sportivo dell'Unione. Visto che la retrocessione, a questo punto, potrebbe diventare realtà, che ne sarà dell'Alabarda in Serie D? Giacomini garantirà una prosecuzione anche fra i dilettanti o siamo destinati a sparire? Due domande alle quali bisognerebbe dare risposte. Per rispetto, se non altro, di quei 4 mila che ad inizio stagione gli hanno dato fiducia a scatola chiusa e che oggi non sanno più cosa pensare.


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