Trieste, 04 Febbraio 2026

Il nulla del mercato in linea con l'operato della società finora

03 Febbraio 2026 Autore: Roberto Urizio

La sottospecie di mercato invernale della Triestina non si discosta molto dalle attese e dalle parole della proprietà nell'unico momento in cui si è palesata. Il maldestro tentativo del direttore sportivo Michele Franco di rassicurare la piazza si è rivelato un fin troppo leggibile bluff. Sono andati via quattro titolari (Ionita, Crnigoj, Gunduz e Moretti), sono arrivati due elementi marginali e un regalo riciclato dalla “gemella diversa” Sabadell.
La società ha, di fatto, mollato la presa sulla salvezza fin dal suo arrivo e fin qui potrebbe anche essere una scelta imprenditorialmente comprensibile, seppure sportivamente brutta. C'è una voragine finanziaria da colmare e non è compito facile e il finto mercato di gennaio è figlio di questa situazione. Il problema principale è che la finestra invernale di trattative ha confermato la totale assenza di prospettiva che sta caratterizzando gli americani bis dell'Unione. Ammesso e non concesso che si riesca a mettere mano ai problemi di cassa, la proprietà insediatasi a settembre ha buttato via i mesi fin qui trascorsi per quanto riguarda la costruzione di una struttura che possa portare avanti un club di calcio. E la gravissima lacuna di competenza che attanaglia la Triestina è un vulnus che, alla lunga, non aiuta nemmeno nell'affannosa rincorsa al risanamento del bilancio. Investire su un paio di figure di spessore (sul piano sportivo e su quello amministrativo) è una spesa nell'immediato ma può far risparmiare nel medio-lungo periodo. Altrimenti bisognerà sempre mettere toppe ed è un modus operandi che non porta lontano.


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