Trieste, 26 Ottobre 2021

Il deserto del "Rocco" e la caccia ai fantasmi

12 Ottobre 2021 Autore: Roberto Urizio

Prendiamocela anche con le regole sul distanziamento, l’importante è che la responsabilità sia sempre di altri. Dopo arbitraggi, Covid, tifosi (o parte di essi), stampa (o parte di essa), ecco un altro bersaglio di cui la Triestina Calcio va in spasmodica ricerca per giustificare le proprie difficoltà e mancanze. Negli ultimi due giorni, sui canali social della società alabardata, sono apparsi un paio di post con tanto di foto di tifoserie altrui e hashtag #LiberiDiTifare, in cui si lamenta da una parte il rispetto delle regole asburgico per i sostenitori dell’Unione al “Rocco” in fatto di mantenimento delle distanze previste dalle regole anti Covid, dall’altra un maggiore lassismo nei confronti dei supporter ospiti.

Per carità, l’uniformità delle regole e della loro applicazione è un principio giusto. E non sarà la tanto acclamata apertura della curva a permettere una svolta per l’afflusso di pubblico al “Rocco”, tanto più che il gruppo della “Furlan” ha più volte espresso la propria contrarietà all’accesso allo stadio tramite green pass. Se riaprendo il settore venissero 200 tifosi in più sarebbe già tanto.

Ma, invece di cercare nemici più o meno ovunque, perché la Triestina Calcio non fa una seria analisi sul perché nelle prime quattro partite di campionato la media al “Rocco” è stata di 865 spettatori, ospiti compresi? Giustificare questo deserto soltanto con le restrizioni ancora vigenti vuol dire nascondere la testa sotto la sabbia, perché se è inevitabile che gli spettatori siano meno di quelli pre Covid praticamente ovunque, secondo i dati della Lega Pro gli stadi di Serie C sono riempiti attorno al 35% della capienza consentita, mentre a Trieste siamo abbondantemente sotto il 10%. Solo ai tempi dell’Unione Triestina 2012 senza marchio di Pontrelli si stava peggio.

Invece di prendersela con tutto e tutti, dalle parti di piazzale Atleti Azzurri d’Italia ci si è mai chiesti quali siano le proprie responsabilità che, indubbiamente unite alle misure vigenti, hanno portato a questi dati? Perché non ci si aspetterà mica che quando (speriamo prima possibile) si tornerà al 100% della capienza tutto sarà come prima e torneranno i 4-5 mila spettatori di prima della pandemia? La capacità di autocritica non è il principale pregio dei vertici alabardati, ma sarà il caso di pensare a una strategia diversa dal creare fantasmi. L’appello di Cristian Bucchi dopo il pareggio di Verona almeno aveva i crismi dell’umiltà. Chissà se il mister riuscirà a trasmetterla anche ai piani alti.


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