Trieste, 05 Febbraio 2026

I tifosi: "Situazione tragica ma ce l'aspettavamo". Qualcuno continuerà ad andare allo stadio, altri no

05 Febbraio 2026 Autore: Silvia Domanini

Si apre il baratro per la Triestina ed i tifosi, arrabbiati ormai da tempo, ora lasciano spazio a tanta delusione. Quanto accaduto era nell’aria ma a preoccupare è il futuro. Sergio Marassi, presidente del Centro di Coordinamento, analizza così la situazione. “Mi chiedo: esisteremo ancora o dovremo ricominciare tutto da capo? E’ questo il dramma che ci assilla. Ci siamo fatti il callo a tali situazioni ed essere tifosi della Triestina è ormai una punizione perché non si vive mai un periodo tranquillo. Era chiaro che la Procura sarebbe intervenuta con tutte le ingiunzioni che ci sono in tribunale e pareva anzi strano che nessuno si fosse ancora mosso. Siamo abbattuti, non si sa come reagire e non ha senso fare alcuna protesta perché nulla cambia. Allo stadio che vada almeno chi ha fatto l’abbonamento per non perderlo del tutto. Spero solo che gli ultimi venuti abbiano fatto le cose con chiarezza”.

La pensa in maniera simile Sandra Perosa, del Triestina Club Mule Alabardate. “Bisognava aspettarselo e siamo anzi già in ritardo, non so come mai la Guardia di Finanza sia andata in sede solo adesso. Meglio così perché almeno finisce questa agonia ma non so come proseguirà perché la situazione è proprio brutta e noi la viviamo malissimo. Così però non si poteva andare avanti, era inevitabile ma si sperava sempre. Io sono molto demoralizzata, ho speso per anni tanti soldi per le trasferte e ora vedrò il da farsi; il mio cuore tifa sempre Triestina ma sono propensa a bloccarmi qua”.

A detta di Maurizio Stolfa, presidente del Triestina Club Vecchia Guardia 1976 - Fondatori Ultras Trieste, i tifosi non dovrebbero più andare allo stadio. “Non merita nemmeno essere presenti. La situazione era nota ma il bubbone è scoppiato ora e di fronte a queste situazioni la Triestina non esiste più, lo stadio dovrebbe essere vuoto. E per quanto ci riguarda dovremmo anche togliere gli striscioni ma non per non voler sostenere i ragazzi, loro non hanno colpe. Ormai siamo in D come classifica, come società presumo ci sarà un fallimento e non so da dove potrebbe ripartire la Triestina. La politica e le istituzioni potevano però farsi sentire e battere un po’ il pugno perché la Triestina la conoscono tutti e così facciamo brutta figura davanti a tutti e non solo in Italia”.

Non nasconde la sua delusione Massimiliano Prosperi, presidente del Triestina Club Grado Mister Corbatto. “Era tutto troppo nebuloso e c’era da aspettarselo, ora chissà come andrà avanti. Sono deluso perché da troppi anni ci sono tante speranze che alla fine sono disilluse e tutto finisce in niente. Non ci sono mai progetti e queste società si passano la palla una con l’altra”.

“Si sapeva che a questi non interessava niente della Triestina - prosegue Alessio Tuntar, presidente de Triestina Club San Giacomo - tutti noi tifosi siamo delusi ed io anche dagli imprenditori locali e dal Comune perché si vede che a Trieste c’è più interesse per il basket. Siamo arrivati al fondo, ma proprio basso. In stadio andrò sempre perché l’Unione è una fede ma la situazione è molto tragica”.


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