Trieste, 07 Aprile 2026

I primi nomi per la panchina: Allegretti fra i papabili per ripartire dalla Serie D?

07 Aprile 2026 Autore: Gabriele Lagonigro

Mentre la squadra, sul campo, sta concludendo degnamente ma altrettanto mestamente una delle stagioni più assurde nella storia alabardata, la società, pur fra mille silenzi e altrettante legittime perplessità dei tifosi e degli addetti ai lavori, sta provando ad organizzarsi per ripartire dalla Serie D. Ci piacerebbe sentire qualche parola dalla proprietà, probabilmente la più silente che si ricordi a memoria d'uomo anche se, e di questo gliene diamo atto, piuttosto che ascoltare le consuete vane e vacue promesse dei loro numerosi predecessori forse è meglio il mutismo. Ma in una situazione così complessa i supporter avrebbero bisogno, quantomeno, di ascoltare qualche parola sul modo in cui ci si sta preparando per affrontare la prossima stagione, che non sarà affatto semplice.

In ogni caso, al netto delle bocche cucite, qualcosa pare si stia muovendo. Se sul fronte della figura dirigenziale di riferimento il nome più gettonato rimane quello di Giuseppe D'Aniello, che però, ad oggi, rimane ancora sotto contratto con la Ternana, qualche sondaggio preliminare sarebbe avvenuto anche per quanto concerne il ruolo dell'allenatore. Posto che con Geppino Marino non si andrà avanti, uno dei più papabili per provare la risalita dalla Serie D potrebbe essere Riccardo Allegretti, che la piazza non ha mai dimenticato e che, dalle stesse interviste più volte rilasciate anche alla nostra testata, ad allenare la Triestina ci verrebbe di corsa.

Per ora sono solo voci, niente più, peraltro non confermate dai diretti interessati ma quella dell'ex centrocampista sembra una pista calda anche perché la sua figura sarebbe ideale per la ripartenza. Intanto perché, in una fase in cui la fiducia dei tifosi è sotto zero, l'arrivo di Allegretti riporterebbe un po' di entusiasmo visto l'ottimo rapporto fra Bubba e la città. E anche dal punto di vista tecnico il suo sembra un nome più che spendibile: ha acquisito dapprima una buona esperienza nelle giovanili del Monza e poi ha ottenuto due promozioni con il “nuovo” Chievo, pur fra i dilettanti. E la Serie D la conosce bene, avendola affrontata per due stagioni sulla panchina dei veronesi. E' vero che non ha mai allenato in categorie superiori ma l'Unione ha bisogno di qualcuno che ha fame e che conosce il campionato, non di qualche grosso nome che però non è mai sceso nelle serie minori.

Troppo presto per dire se sarà lui il prossimo mister, anche perché, in primis, l'Alabarda deve strutturarsi a livello societario. E se l'obiettivo del club è quello di rifondare il settore giovanile meglio sbrigarsi, perché ad aprile ormai inoltrato bisognerebbe avere un piano già ben strutturato. Che ad oggi non sembra esistere.


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