La presentazione di Giuseppe Marino, tornato ad allenare la Triestina dopo la rescissione con Attilio Tesser, è stata soprattutto l'occasione per sentire anche la voce della società, rappresentata in questo caso dal direttore sportivo Michele Franco. Le modalità particolari della separazione con Tesser, il mercato, le incertezze sul futuro sportivo e non: questi i temi toccati durante la conferenza stampa dal dirigente.
“La decisione di separarci da Tesser è stata condivisa tra me e il club – sottolinea Franco – ed è una scelta prettamente tecnica e dettata dai risultati: 12 partite con otto sconfitte, due vittorie e due pareggi, con una media punti di 0,66 contro l'1,3 della precedente gestione Marino; i gol subiti sono cresciuti da 0,90 a 1,33 a partita, quelli fatti scesi d 1 a 0,90. C'è stato un esonero formale, poi siamo partiti con un confronto fino ad arrivare alla risoluzione contrattuale. Lo stallo è stato dovuto a problemi tecnici e procedurali di cui il mister era a conoscenza, ma nessuna confusione”. Ma se c'è stato questo 'esonero formale', perché Tesser ha allenato lunedì e martedì? “La partita al venerdì ci ha scombussolato, se lunedì fosse stato un normale giorno libero le cosa si sarebbero sistemate diversamente. Ma non è la prima volta che un allenatore che sa di essere esonerato conduce una seduta, capita quando c'è una trattativa”. E se è stato un problema di risultati, perché allora cambiare quando Marino stava facendo bene? “Speravamo di migliorare per arrivare al mercato di gennaio con una situazione di classifica tale da provare in maniera decisa a salvarci. Ma il cambio di marcia non c'è stato e siamo giunti a questa decisione”. Franco sa che “la salvezza sarebbe un risultato incredibile, lo dicono i numeri. Ma non volevamo stare fermi e lasciare la squadra in balia degli eventi, dando il segnale che ci deve sempre essere la voglia di fare risultati e più punti possibile”.
Sul fronte mercato, il direttore sportivo ammette che “ci sono difficoltà a convincere i giocatori e le società che potrebbero prestarceli in una situazione come la nostra. Resto comunque convinto che si possono portare giocatori utili alla squadra e che siano convinti di poter dare qualcosa fino all'ultimo. Alcuni elementi sono stati ceduti, altri se ne andranno: Gunduz ha diverse offerte e la sua cessione potrebbe essere imminente, su altri ci sono interessi ma niente di così concreto. Se c'è la possibilità di portare benefici economici al club è giusto lasciar partire i giocatori, altrimenti sarebbe una perdita patrimoniale per ragazzi che a fine stagione potrebbero liberarsi a zero. A dicembre la proprietà ha detto che ci si sarebbe mossi in base alla situazione di classifica: dopo quattro sconfitte è chiaro che il mercato ha preso la piega di vole monetizzare. Cercheramo comunque di migliorare la squadra, anche se non faremo operazioni onerose”.
I problemi della prima squadra si riverberano anche sulla Primavera. “Ci sta che la prima squadra attinga dalla Primavera, anzi è un aspetto positivo che due o tre ragazzi respirino l'aria della Serie C. Sappiamo cos'è successo a inizio stagione a livello di settore giovanile – rimarca Franco – e adesso c'è da ricostruire, ma ci vuole tempo. La proprietà crede nel vivaio, ma si parte da una base di grosse difficoltà: ciò fa sì che il percorso sia lento, e questo vale anche nello strutturare la società nel suo complesso. Mi sento quotidianamente con la proprietà, stanno cercando di sistemare tutte le problematiche e, anche se fisicamente non sono a Trieste (ma verranno a breve), sono presenti nella gestione del club e nella risoluzione delle difficoltà”. Tra i problemi, anche quello dei dipendenti non pagati regolarmente e che potrebbero anche non lavorare più se le cose non verranne messe a posto: “Sono convinto che non succederà – afferma il direttore sportivo -. La proprietà ha salvato la Triestina da un fallimento certo, la situazione era drammatica e vengono continuamente fuori problemi nuovi. La parta sportiva è stata regolarizzata, verranno rispettati anche gli altri oneri, ma i problemi non si risolvono in poco tempo e fin qui sono stati immessi parecchi soldi. Posso assicurare che c'è una progettualità tecnica e finanziaria”.