Dopo la stagione fallimentare dell’anno scorso, l’incertezza sulla sopravvivenza finanziaria e i ritardi nell’allestimento della rosa stanno rendendo il clima invivibile in casa Triestina. A cinque giorni dalla scadenza per l’iscrizione in Serie D, il futuro è del tutto incerto. Se alcuni tifosi credono che nei prossimi giorni arriveranno buone notizie, altri pensano a una nuova stagione sulla falsa riga della precedente.
Pur con delle perplessità, Claudia Policreste, presidente del Triestina Club Mule Alabardate, guarda al futuro con tanta speranza: “L'allucinante eredità debitoria e gestionale della passata dirigenza ha danneggiato l’immagine della nostra Triestina, tanto da complicare ai nuovi proprietari la risoluzione dei problemi. Grazie alla disponibilità economica arrivata in parte, che sarà completata tra qualche giorno, possiamo sperare che tutto volgerà al meglio. Finora è stato pagato il necessario per farci esistere e i dirigenti vogliono arrivare ad una società sostenibile. Per il lato sportivo confido nella competenza di Delli Carri, che immagino avrà già avviato i suoi contatti ed accordi per lo staff e giocatori, abituato a costruire la squadra in là con il tempo. A differenza delle altre dirigenze questa dimostra fatti e non parole, osteggiarla non porta a nulla di costruttivo. S’inizierà una nuova storia, augurandoci che questa volta ci sarà un lieto fine”.
Anche Sergio Marassi, presidente del Centro di coordinamento, è fiducioso, soprattutto per la presenza di Giuseppe D’Aniello: “Senza Giuseppe sarei molto allarmato per la situazione, perché le cose si stanno prolungando e la preoccupazione sale. C’è il problema dello stadio, del direttore sportivo e dell’accordo con il Tribunale. Non ci sono note ufficiali che ci diano serenità. Sappiamo, però, che, senza certezze, D’Aniello non avrebbe intrapreso questa avventura. Dobbiamo avere fiducia in lui, perché è l’unico che sta lavorando ed è tutto nelle sue mani”.
“La situazione è drammatica - afferma Piero Stinco, ex presidente del Nucleo Rindondo - ma se siamo ancora vivi è merito di chi in questo momento sta cercando di sistemare i conti. Una questione importante è quella del Rocco, perché abbiamo bisogno della nostra casa e le cifre chieste l’anno scorso sono fuori da ogni logica. Secondo me, dopo quest’annata così deludente, sarebbe bello avere in panchina qualcuno che conosca la piazza e che sia apprezzato dai tifosi. Visto che bisogna prendere credibilità a livello generale sarebbe bene mettere un triestino che conosce la categoria, così da dare un chiaro segnale di fiducia a tutti”.
Piuttosto amareggiato Franco Della Gala, presidente del Triestina Club Mattonaia: “Siamo a cinque giorni dall’iscrizione al prossimo campionato e la Triestina non ha ancora un direttore sportivo. La società non ha delle idee chiare e noi tifosi non sappiamo se si riuscirà a estinguere il debito di dieci milioni di euro, che pesa come un macigno. Siamo tutti allibiti della situazione che si è creata, per i danni fatti dalla precedente società e per il tentennamento di questa attuale. Dobbiamo sentirci fortunati a non essere stati cancellati l’anno scorso, come nel caso del Taranto. Mi auguro che le cose si sistemino: c’è un fuggi fuggi generale dei calciatori, siamo senza stadio e senza staff. E` una vergogna”.