Trieste, 08 Febbraio 2026

De Falco e l'Unione: "Ripartire con intelligenza, voglia e impegno, anche con pochi soldi"

08 Febbraio 2026 Autore: Silvia Domanini

Anche lui, come tutti i tifosi, sta soffrendo per questa situazione creatasi attorno all'Unione ma Totò De Falco, l'indimenticato bomber alabardato degli anni '80, non ha dubbi: “La Triestina risorgerà, anche se il dispiacere per quanto sta accadendo è forte”. Gli ultimi momenti di vera gloria e serenità calcistica sono stati la vittoria del campionato della mitica squadra nel 1982/83 e gli anni magici di Ezio Rossi e Amilcare Berti a inizio 2000.

"Fai fatica a giudicare da fuori  - spiega Totò - e anch’io, come tutti, sono veramente dispiaciuto per Trieste e per la Triestina per queste situazioni antipatiche che stanno accadendo. Se è intervenuta la Guardia di Finanza vuole dire che ci sono cose grosse".

Povera Unione, c'è sempre qualcosa in questi ultimi anni, non le pare?

Credo che dopo Lucca e la finale con il Pisa non ci siano più stati momenti in cui la Triestina poteva far sognare, d'altro canto se l’ultima squadra che ha vinto un campionato siamo ancora noi nella stagione 1983, questo la dice tutta.

Che futuro vede ora per l'Alabarda?

Sono sicuro che come sempre Trieste si rialzerà, non ho dubbi su questo anche se si prospetta il campionato Dilettanti. E' successo qua a Cesena, a Siena, a Piacenza che sono fallite e parlo di società dove sono stato, certo a Trieste è accaduto altre volte e quindi brucia ancor di più. L'amore e la passione per la Triestina però non scompaiono all'improvviso. Dispiace che si perda il vivaio e in generale la passione dei ragazzi: sono anni che i giovani vanno poco allo stadio e quindi faticano ad innamorarsi della squadra e di chi oltretutto non vince. Ripeto: ci si deve rialzare e ripartire.

Ma come?

Ci sono ora persone che ho conosciuto e che secondo me hanno tutta la voglia di poter fare un discorso a lunga scadenza al di là della categoria. Purtroppo hanno trovato questa situazione a dir poco disastrosa.

Perché Trieste non riesce più a tornare nel calcio che conta?

Da quanti anni non c'è un presidente triestino? Questo bisogna chiedersi e anche quelli tipo De Riù non erano triestini, è una storia vecchia. Io amo la città e la conosco bene però vedo che della Triestina interessa a pochi ed intendo quelli che potrebbero far qualcosa. Il calcio oggi è cambiato, le proprietà sono quasi tutte straniere, i tempi sono diversi ed in Italia, al di là dei risultati, c’è un momento di profonda crisi economica. Se non si fa qualcosa andrà sempre peggio e Trieste rispecchia questa realtà. Bisogna ripartire facendo le cose come si deve, il calcio si può fare in tanti modi, anche con meno soldi ma con intelligenza, voglia ed impegno.

Non pensa che i triestini possano disinnamorarsi e non andare più allo stadio?

Non ci penso e non ci credo. Lo zoccolo duro resterà come sempre, poi dipende dai risultati. I tifosi alabardati sono troppo innamorati dell'Unione, lo sono io, figuriamoci loro. Bisogna prendere atto di cos'è accaduto e ripartire. Se poi la squadra farà risultati, la gente risponderà. Trieste è una città in cui prima devi dare e poi la gente restituisce. E la conosco ormai da cinquant'anni.


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