Trieste, 03 Giugno 2026

D'Aniello e Margiotta tra debito, stadio e stagione sportiva

03 Giugno 2026 Autore: Roberto Urizio

Prima uscita pubblica per Giuseppe D'Aniello da presidente del consiglio di amministrazione e direttore generale della Triestina, affiancato dal principale investitore, il Ceo di House of Doge Marco Margiotta. “Abbiamo scelto una persona che lavora in modo instancabile e che ci mette passione e conoscenza della piazza – ha dicharato quest'ultimo -. Crediamo di avere affidato la società alla migliore figura possibile”. D'Aniello, dopo avere ringraziato il board, riservando anche una parola per Mauro Milanese, che lo ha portato a Trieste, e un ricordo per l'ex presidente Mario Biasin e per Dario Roccavini, ha sottolineato “la responsabilità emotiva, oltre che professionale, in quella che ormai considero la mia città. Ho iniziato a parlare con la proprietà a febbraio, ho ritrovato nel club persone care con cui so che si può lavorare bene. Per accettare, naturalmente, ho avuto delle garanzie e voglio trasmettere ai tifosi la fiducia che ho io”. Tanti i temi che il rinnovato consiglio di amministrazione dovrà affrontare.

IL DEBITO
“Da qualche mese – ha spiegato D'Aniello – abbiamo intrapreso una procedura di composizione negoziata della crisi di impresa. In sostanza, abbiamo lavorato per cristallizzare il debito e, con la nomia di un legale, un commercialista e un fiscalista indipendente, stiamo chiudendo la relazione da presentare al Tribunale. Con l'omologazione di questo piano saremo maggiormente tutetali sul piano legale per il piano di risanamento già avviato. Abbiamo un budget per pagare quanto dovuto e dei crediti da sbloccare che ci permetteranno di risanare la società”. La prossimo scadenza del 16 giugno per gli ultimi stipendi ai tesserati sarà rispettata: “I regolamenti Lnd consentirebbero una proroga alla prima decade di luglio per le squadre retrocesse – ha rimarcato il direttore – ma saremo a posto per il giorno 16”.

LA SOCIETÀ
Le lungaggini nel prendere decisioni da parte dei vertici, ha assicurato Margiotta, “dipendono dalla necessità di valutare gli aspetti critici e le soluzioni da adottare. È un processo che stiamo portando avanti ancora adesso, allo scopo di mettere solide fondamenta. La scelta di D'Aniello è senza dubbio un elemento chiave per snellire questi processi, una volta individuate le problematiche”. Il principale finanziatore della Triestina ha aggiunto che “il futuro può essere luminoso. Abbiamo la fortuna di avere una rete di persone competenti in fatto di sport e management, ci sono investitori pronti a entrare, ma non possiamo coinvolgerli prima di avere risolto i problemi che abbiamo trovato, e indubbiamente l'indagine in corso non agevola questo processo. Ma abbiamo posto le basi per cambiare il corso delle cose”. D'Aniello ha rimarcato come, “al di là delle deleghe che mi sono state affidate, voglio condividere con il board le scelte. Sento più loro dall'America che altri presidente che ho avuto in loco. Il confronto è aperto su ogni cosa ed è giusto che sia così, essendo un loro investimento”

LO STADIO
Giocare al 'Rocco' è l'unica possibilità sul tavolo. “Ho già incontrato diverse volte il Comune, sindaco compreso, e posso assicurare che c'è la massima collaborazione – ha spiegato D'Aniello -. Sul pregresso la soluzione è stata individuata in una rateizzazione in sei anni, il massimo consentito dall'Agenzia delle Entrate, e la fidejussione da presentare a corredo è praticamente pronta. Sul futuro stiamo definendo i termini, ma la volontà di tutti è giocare al 'Rocco'. I costi, però, sono lievitati rispetto ai tempi della gestione Biasin, cerchiamo una soluzione equa e sostenibile per i ricavi di una Serie D. Sono certo che troveremo una strada, anche perché l'ipotesi 'Grezar' è difficilmente percorribile per i tanti lavori di adeguamento che servirebbero, e altre soluzioni non garantiscono gli standard di sicurezza per la mole di tifosi che verrebbero alle partite”. Il 'Grezar', invece, rimane l'opzione principale per gli allenamenti, “per ovvie ragioni logistiche, oltre che romantiche. Ma fino a ottbre/novembre ci sono dei lavori – ha continuato il direttore generale – e troveremo un'altra soluzione grazie alla dispnibilità di Comuni limitrofi”.

IL DIRETTORE SPORTIVO
“Ci siamo presi qualche giorno in più per ponderare bene la scelta. Ci interessa fare le cose bene per riconquistare credibilità, non lavorare sugli annunci ma sui fatti” ha rimarcato D'Aniello. “I tempi sono comunque maturi, al massimo nei primi giorni della prossima settimana avremo il direttore sportivo: ne ho incontrati nove e vogliamo riflettere bene su una figura cardine. Con i vari candidati abbiamo parlato anche dell'allenatore, per cui successivamente la decisione sul mister sarà più rapida”. I requisiti del nuovo ds sono chiari: economico (la spesa dovrà rientrare nel budget previsto), di credibilità e competenza, con particolare riguardo alla conoscenza della categorie e della piazza. “La squadra dovrà essere degno del nome della Triestina, senza assilli di classifica. La cifra che abbiamo a disposizione per la stagione, tuttavia, ci permette di essere competitivi e ambiziosi”.

CENTRO SPORTIVO E VIVAIO
D'Aniello ha assicurato che “c'è la volontà di costruire un settore giovanile sul piano tecnico e infrastrutturale. Il discorso del centro sportivo a Muggia è una tassello importante per riacquisire credibilità e vogliamo accelerarne l'iter: abbiamo avviato le procedure per il progetto preliminare”. Sul tema è intervenuto anche il sindaco di Muggia, Paolo Polidori: “Il percorso è ripreso, c'è l'attenzione della società e la disponibilità del Comune, oltre ai 6,5 milioni già stanziati dalla Regione. Noi siamo pronti da tempo, quanto il progetto sarà presentato possiamo effettuare i passaggi in Conferenza dei servizi e in Consiglio comunale”.

IL MARCHIO
“Non vogliamo chiedere nulla, dovranno essere i titolari del marchio a dirci che ce lo meritiamo nuovamente” ha affermato D'Aniello, che non esclude una successiva “ribrandizzazione” per ammodernarlo. “Siamo qui per guadagnare di nuovo la fiducia della città – ha ribadito Margiotta -, non vogliamo nulla per partito preso”.


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