Venerdì sera è successo quello che praticamente tutto il mondo ha visto, ma siamo ancora alla valutazione delle “misure necessarie” in casa Triestina, come se la situazione di classifica permettesse di prendere tempo. Il fatto è chiaro a tutti, lo stesso Clotet non ha certo ritrattato la sua reazione e ci sono tutti gli elementi per valutare. Se, come afferma la stessa società nel solito comunicato stampa che dice e non dice, “azioni di questo tipo sono inaccettabili e non rispecchiano i valori del club” e “i valori fondamentali di rispetto e dignità non possono essere compromessi” il licenziamento del tecnico (che rimane un'ipotesi) sarebbe dovuto essere immediato. Così come l'eventuale scelta di proseguire con Clotet dovrebbe essere chiara e senza prendere le distanze, ma solo un po'. Ma la trasparenza tanto decantata da Ben Rosenzweig rimane solo nelle parole del presidente.
Quali sarebbero le alternative nel caso Clotet venisse sollevato dall'incarico? Stante che chiamare un nuovo tecnico sembrerebbe impensabile (anche perché nessuno dotato di intelletto e con un minimo di spiraglio di carriera accetterebbe questa Triestina), tornare a Marino - Ciofani potrebbe essere la soluzione più semplice da percorrere. Sotto contratto ci sono ancora Attilio Tesser e Michele Santoni ma, per ovvie e diverse ragioni, è praticamente impossibile pensare a loro come cavalli di ritorno. L'aspetto paradossale, in caso di esonero, sarebbe che per scegliere il nuovo allenatore ci sono voluti 25 giorni (dal 26 settembre, esonero di Santoni, al 21 ottobre, ufficializzazione di Clotet), più di quelli necessari per l'eventuale cacciata. Ma, come cantava Lucio Dalla, “l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”: e pensare che il grande cantautore bolognese non aveva ancora visto questa Triestina.