Mercoledì 3 giugno la nomina del direttore sportivo era questione di poco. Entro il successivo weekend o, al massimo, nei primi giorni della settimana successiva il nuovo responsabile dell'area tecnica sarebbe dovuto essere imbarcato a bordo: così era stato detto. Nel frattempo, però, tra perquisizioni della Guardia di Finanza, incertezze sullo stadio e rassicurazioni a cui però non sono i seguiti ancora gli annunciati soldi in arrivo, c'è stata una brusca frenata.
Non è un mistero che Daniele Delli Carri sia il nome in testa alla lista dei sogni alabardata, ma è anche risaputo che il direttore sportivo che due stagioni fa contribuì fattivamente a una salvezza insperata vuole qualche garanzia in più. I due milioni che servono per chiudere i conti con la stagione 2025/2026 arriveranno (o dovrebbero arrivare, il condizionale è sempre d'obbligo in questi casi) nei prossimi giorni, ma se in quella conferenza stampa del 3 giugno si disse che la prima scadenza del 16 giugno (cioè, oggi) sarebbe stata rispettata, la raeltà è che si utilizzerà la deroga che consente alle retrocesse di saldare il conto all'atto dell'iscrizione, e quindi entro il 10 luglio. Probabilmente non bisognerà aspettare le ultime ore, ma Delli Carri non vuole correre rischi, come fece al rinnovo contrattuale di un anno fa, seguito da rapido dietrofront dopo i mancati pagamenti della gestione Rosenzweig - Menta. I soldi dovrebbero arrivare nei prossimi giorni e potrebbero sbloccare la questione, anche se la diffidenza dimostrata da Delli Carri (che anche sul tema stadio nutre qualche perplessità) non è che abbia proprio entusiasmato la società. Ma più si va avanti, più le alternative scarseggiano, visto che altri candidati non stanno solo ad aspettare (Ferrarese è corteggiato dal Verona per il settore giovanile e Paolucci al Brian Lignano continua a fare il suo lavoro, per esempio).
Qualche giorno fa abbiamo scritto che avere un finanziatore forte di riferimento è un aspetto positivo e un passo avanti rispetto alla disperata caccia ai dollari della precedente gestione. Rimaniamo di questo parere, ma House of Doge deve anche capire quali sono i meccanismi e i tempi del calcio italiano. Se ci può stare la tattica attendista per ottenere condizioni più vantaggiose per l'utilizzo del “Rocco”, rimandare pagamenti che comunque vanno rispettati è un giochino che rischia di complicare i piani, come nel caso della scelta del direttore sportivo, e può essere addirittura pericoloso per una società che – va ricordato – ha gli occhi della Procura addosso. Certe decisioni hanno bisogno di procedure decisamente più rapide di quanto fatto finora.