Un'altra sfida vissuta per 40' sulle solite montagne russe con sprazzi di bel gioco e percentuali da Eurolega accomunati da black-out improvvisi, difese imbarazzanti e cervellotiche decisioni nei momenti topici. Stavolta, per fortuna (e freddezza nei momenti topici) è andata bene ma quanti rischi in una sfida da dentro o fuori, perché, con il calendario che prevede tre trasferte difficilissime nelle prossime quattro partite e un match interno con Brescia, seconda forza del torneo, una sconfitta avrebbe pregiudicato il cammino verso i play-off.
A colpire positivamente è stato l'avvio, con un primo quarto concentrato, un Ross attento in cabina di regia e buone giocate dei lunghi; la solita vena realizzativa di Ramsey, che oltre ai due liberi decisivi si prende spesso tiri caldi nelle fasi clou; e l'intensità nei secondi 20', con un atteggiamento, in fase di possesso avversario, decisamente differente rispetto alla prima frazione. E' piaciuto il dinamismo di Bannan sotto i tabelloni, al di là del rivedibilissimo 1/10, i 18 punti di Sissoko, decisamente sul pezzo, e anche le tre “bombe” di uno Uthoff che quest'anno sembra oggetto misterioso se confrontato al giocatore della scorsa stagione.
Da rivedere, invece, un secondo quarto da incubo, in cui Trieste ha subito 33 punti, un film purtroppo già visto troppe volte quest'anno, e alcune scelte nel finale. Ad iniziare da un time-out incomprensibile a 25 secondi dal termine sul +1, quando avremmo potuto chiudere con la palla in mano e invece abbiamo rimesso dalla metà campo offensiva regalando 10 secondi di cronometro e l'ultimo potenziale tiro a Varese, e la stessa scelta di concludere da tre punti invece di cercare il fallo. Quello che, guarda caso, si è guadagnato Ramsey a 2'' dal termine nell'azione successiva, regalando il 90-89 per i biancorossi. Da infarto anche la difesa sull'ultima azione ospite, ma stavolta ci è andata bene.
I due punti sono fondamentali: teniamo l'ottavo posto a 4 lunghezze ma occhio perché con il derby con Udine alle porte, Brescia in casa, Bologna e Milano in trasferta non si può stare tranquilli. Servirà almeno un successo e naturalmente vincere l'epilogo con Cremona, altrimenti si rischiano seriamente i play-off.
Una serata, quella pre-pasquale, corroborante anche per il pubblico. Anche ieri erano 5.100 gli spettatori in via Flavia, calorosi (come sempre) e capaci di mantenere un aplomb d’altri tempi nei confronti di un presidente che appare, con i suoi progetti romani, sempre più lontano da San Giusto. E che, come ampiamente previsto, in via Flavia non si è più fatto vedere. Eppure prima ci veniva, eccome se ci veniva. Sopraggiunti e improrogabili impegni di lavoro, festività pasquali, coda di paglia o disinteresse ormai conclamato verso la nostra piazza?