Ha legato il proprio nome anche alla Triestina, Pippo Marchioro, per trent'anni allenatore fra Serie A, B e C, scomparso in queste ore. Nato a Milano ma ormai cesenate d'adozione, aveva compiuto 90 anni lo scorso marzo. Guidò l'Unione per sole sei giornate nel 1997: erano gli anni duri della C2, l'attuale quarta serie, dove l'Alabarda era sprofondata dopo il fallimento e da dove faceva fatica a risalire. Al Rocco fu portato da un giovane Walter Sabatini, d.s. della Triestina che poi ha fatto fortuna alla Roma e in altre big e che oggi si è rimesso gioco come dirigente della Pro Patria, dove aveva militato da giocatore negli anni '80. La breve esperienza di Marchioro in alabardato fu caratterizzata da due vittorie, quattro pareggi e nessuna sconfitta: forse, paradossalmente, è stato l'unico mister nella storia dell'Unione a non aver mai perso... Eppure il rapporto durò pochissimo.
Quella a Valmaura fu praticamente la sua ultima esperienza in panchina. Il suo nome rimane legato soprattutto alla promozione in A col Como nel 1975 e alla storia qualificazione in Coppa Uefa con il Cesena nella stagione successiva. Allenò poi il Milan, senza troppa fortuna, raggiunse un'altra promozione nella massima serie ancora una volta sulla sponda lariana e fine anni '80 portò il Barletta fra i cadetti. Altra promozione, stavolta in A, con la Reggiana (la prima degli emiliani nel massimo campionato), dove rimase per sei stagioni.