Il mondo del calcio piange la scomparsa di Gianpietro Marchetti, ex calciatore di Juventus e Atalanta e storico dirigente sportivo, deceduto all'età di 78 anni dopo una lunga malattia. Il suo legame con la Triestina rappresenta l'inizio fondamentale della sua seconda vita professionale nel calcio: subito dopo aver appeso gli scarpini al chiodo nel 1980, ha intrapreso a Valmaura la sua fortunata carriera dirigenziale.
Marchetti ha lavorato come direttore sportivo della Triestina per ben sette stagioni, dal 1982 al 1988, lasciando un segno indelebile nella storia recente del club giuliano. Arrivato in via Machiavelli nel 1982, si è trovato a gestire una fase cruciale del club all'interno dello storico Pino Grezar. Marchetti fu uno degli architetti e dei protagonisti principali della storica promozione in Serie B nella stagione 1982-1983, un traguardo che riaccesse l'entusiasmo della tifoseria e che tuttora, con le giocate di Ascagni, i gol di De Falco e tanti altri ottimi giocatori di quell'annata, è ricordata come una delle squadre più spettacolari.
Sotto la sua direzione sportiva, la Triestina visse stagioni da protagonista nel campionato cadetto, sfiorando in alcune occasioni anche il sogno della massima serie prima del suo addio nell'estate del 1988.
Dopo l'esperienza a Trieste, Marchetti ricevette la chiamata del presidente Leonardo Garilli, trasferendosi al Piacenza. Lì firmò un autentico miracolo sportivo, costruendo la celebre squadra "tutta italiana" che compì il doppio salto dalla Serie C1 alla Serie A.
(foto Sportpiacenza.it)