Matteo Parenzan chiude con una splendida medaglia d'argento l'ITTF World Para Elite Yvelines 2026, ultimo grande banco di prova prima dei Campionati del Mondo di Pattaya. Il risultato francese consegna al pongista triestino anche un traguardo storico a livello di classifica: Parenzan è ora ufficialmente il numero 2 del ranking mondiale nella categoria Men's Singles Class 6.
Il percorso dell'azzurro a Saint-Quentin-en-Yvelines è stato netto fino alla finale. Dopo aver chiuso il girone con due perentori 3 a 0 contro il greco Chatzikyriakos e il tedesco Muller, ai quarti di finale Parenzan ha superato con un altro 3 a 0 il francese Clément Latorre, arrivato dai sedicesimi dopo il secondo posto nel proprio girone. Il match si è rivelato più equilibrato di quanto dica il punteggio finale: l'azzurro si è imposto ai vantaggi nei primi due set (12-10, 13-11), prima di dilagare nel terzo parziale con un netto 11-1.
La vera svolta del torneo è arrivata in semifinale, quando Parenzan ha affrontato il danese Peter Rosenmeier, un avversario che in passato gli aveva sempre creato grandi difficoltà, battendolo in entrambe le precedenti finali della competizione. Questa volta l'esito è stato diverso: dopo un match durissimo e altalenante, l'azzurro ha prevalso per 3 a 1 (12-10, 7-11, 11-8, 12-10), conquistando così la sua prima vittoria in carriera contro il pongista del nord Europa in un momento decisivo della competizione.
In finale, Parenzan ha dovuto arrendersi al cileno Ignacio Torres, attuale numero uno del ranking mondiale, con il punteggio di 3 a 1 (9-11, 7-11, 11-8, 4-11).
“Sono davvero molto felice per un torneo giocato a un livello altissimo, con avversari di grandissimo spessore”, le parole di Parenzan. “Arrivare qui dopo due mesi senza tornei, con grandi carichi di allenamento, e vedermi già competitivo vincendo contro avversari che mi hanno sempre creato molte difficoltà, come Rosenmeier in semifinale, è stato molto importante. Giocare tre o cinque partite nell'arco di quattro ore e mezza è molto impegnativo per chiunque; per me, considerando il mio fisico e il diabete, lo è ancora di più. Non vuole essere una scusante, ma semplicemente un dato di fatto. Sono comunque molto soddisfatto del torneo che ho disputato. In finale non ho giocato male: semplicemente l'avversario è stato superiore, ha sbagliato pochissimo e leggeva le mie traiettorie prima ancora che colpissi la pallina. Complimenti a lui e al suo staff per come si stanno preparando e migliorando torneo dopo torneo. Non per niente lui è il numero uno al mondo. Per me l'obiettivo in ogni torneo è arrivare nei primi quattro, poi si gioca. È stato un torneo molto positivo".
"Adesso si torna a casa - chiude Matteo - per capire come migliorare ancora. Questa è stata benzina importante per confermare che stiamo lavorando bene, in vista dei Mondiali, da affrontare dando il massimo in una competizione così importante. Si torna a Trieste lavorando come abbiamo sempre fatto: quando si vince si lavora, quando si perde si lavora, con la voglia di mettersi di nuovo in gioco”.