Trieste, 16 Aprile 2024

De Nardi, il primo sotto gli 11 minuti alla Rampigada Santa

17 Settembre 2023 Autore: Maurizio Ciani

Al secondo anno di ripresa nel “post-Covid”, la Rampigada Santa ha fatto registrare un +20% di presenze sul 2022; e la cosa non è affatto scontata, infatti diversi eventi podistici ancora soffrono di numeri che non sono tornati quelli pre-pandemia. Stamani, sui 2050 metri che congiungono il rione di Roiano all’obelisco di Opicina, 224 concorrenti tra runner e biker si sono sfidati sulle pendenze a dir poco impegnative dell’erta: pendenza media del 16,2% con punte del 21%.

Partito alle 11:53:30, ormai è un habitué della corsa attorno a mezzogiorno; dopo aver frantumato una settimana fa, in un orario analogo, il record dei 3000 metri su pista del Trofeo Trieste, Martino De Nardi (nella foto) della Trieste Atletica ha riscritto il primato anche delle kermesse curata dall’associazione di promozione sociale Spiz: con 10’57” è stato il primo “sulle scarpette” ad abbattere il muro degli 11 minuti, migliorando il tempo del triatleta Riccardo Sterni, oggi 4° in 12’15”. Restando sulla stessa disciplina, la piazza d’onore è andata a Federico Cernaz, vincitore l’anno scorso, contento per aver limato il suo crono (11’35”) e apparso determinato a fare ulteriormente meglio nelle future edizioni. Ha completato un podio interamente tinto di gialloblù Daniele Torrico (11’53”), “alla prima e ultima partecipazione”, come ha detto con fare scherzoso al traguardo.

In ambito femminile, dobbiamo per forza “mischiare” ciclismo e atletica; solo due donne, che possiamo definire due affezionate, si sono cimentate nel duathlon, tra l’altro con risultati molto buoni: Laura Ukovich e Michela Facchin. La Ukovich, portacolori del Gruppo Generali, per la prima volta ha conquistato la vittoria, grazie alla differenza fatta sulle due ruote: «Alla 3ª presenza a questa manifestazione, ho voluto passare dalla mountain bike alla bici da strada; ho fatto più fatica, ma il tempo mi ha premiato». Per lei il best time in 16’04”, seguita dalla summenzionata Facchin (Cottur-Cus) in 17’11” e dall’ “eterna”, citando una delle simpatiche categorie di appartenenza proposte dall’organizzazione, Manuela Massimiani in 19’45”. La Facchin è stata seconda pure nella salita a piedi, in 18’37”, alle spalle di Chiara Sepin del Bor, la quale ha chiuso in 18’16”. La Facchin si è tolta la soddisfazione di vincere, nuovamente, la “combinata Spiz”, che mette assieme il punteggio registrato all’ “Olimpiade delle Clanfe” di fine luglio, per chi aveva preso parte all’evento; al maschile questa speciale classifica è andata a Mario Tutone.

Tra le diverse cose da raccontare di questa domenica mattina c’è l’ottima prestazione di Elia Carta; proveniente dal semiprofessionismo under 23, tesserato per una società slovena anche perché dalle nostre parti non ce ne sono di questo livello, è uno scalatore che non più tardi di otto giorni fa si era affermato alla Vipava-Nanos. Dopo un incidente avvenuto ad aprile ha deciso di restare in questo ambiente sportivo da amatore, negli élite; stamani ha trionfato in 10’18”, a soli 15” dal record di Stefano Fatone, oggi secondo in 11’06”, che arriva ogni anno da fuori regione per disputare questa kermesse. Terzo in 11’48” Roberto Vidoni della Cottur, a cui continua a mancare, nelle competizioni locali, il successo solo alla Rampigada, come ci aveva raccontato a dicembre alla Cavalcata Carsica. Nel duathlon si è riconfermato in cima alla graduatoria Miran Bole (Flamme Rouge-Evinrude), in 25’44” complessivi, avanti di 50” su un attimo Fabrizio Micolaucich (Trieste Atletica); terzo Davide Bestagno (31’39”).

Terminata la parte agonistica, bisogna dire che la Rampigada Santa è molto altro e non a caso si inserisce all’interno della settimana europea della mobilità sostenibile. Una delle persone che aderisce e per ben più di questi sette giorni è la consigliera regionale Giulia Massolino: «Da 3 anni mi sono liberata dell’auto e sto benissimo. L’unico mio mezzo è la bici, che uso per gli spostamenti quotidiani così come per i viaggi». Sempre nello spirito goliardico di questa iniziativa, l’iscrizione della Massolino è stata frutto di un “pegno elettorale” nato da un’intervista di Maxino e Flavio Furian, in cui aveva promesso che in caso di esito positivo avrebbe preso parte alla gara. Dopodiché ci sono stati diversi “personaggi” che si sono susseguiti sui cubetti di porfido della riva, in abbigliamento anni 80 piuttosto che da oktoberfest oppure ancora da sciatore, come i “Papaya Skiers”, gruppo di una dozzina di elementi, tra adulti e bambini, fondato da Consuelo Pasutto; encomiabile il marito Valentino Adami, che ha percorso il tratto iniziale e quello finale con gli scarponi da sci. Il sodalizio più numeroso è stato quello del Gsd Val Rosandra, con una quarantina di soci.


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