Si è tenuta stamattina l’inaugurazione della mostra, che rimarrà aperta fino all’1 marzo, “Il Tempo che non si ferma. Ginnastica Triestina, una storia che continua”, nella sala Leonor Fini del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste. L’esposizione, organizzata da Photoscaglia Sas e dalla Fondazione Ginnastica Triestina 1863, propone un viaggio nella storia dell'ultracentenario sodalizio biancoazzurro. La mostra nasce dal ritrovamento di 37 negativi, nella forma di “vetrini”, risalenti al 1922: le foto, mai sviluppate prima d’ora, catturavano infatti i momenti salienti del Concorso Ginnastico Nazionale tenutosi all’Ippodromo di Montebello. Fu il primo concorso nazionale tenutosi a Trieste e all’appello rivolto alle associazioni sportive risposero 67 sodalizi, pari a 5mila atleti. La Ginnastica ebbe, nell’occasione, il ruolo di coordinare le società in quattro giorni di gare, celebrazioni e coreografie, alla presenza del Principe di Piemonte, del generale Carlo Sanna e del presidente della Federazione Ginnastica d’Italia Zaccaria Oberti. Si può assistere ad istanti di vita sportiva e sociale all’Ippodromo, in città e negli ambienti della Sgt.
Il fotografo Enrico Scaglia rivela il modo in cui ha voluto sviluppare le foto: “Non ho voluto digitalizzare niente, cosa che invece nella maggior parte dei casi succede. Ho voluto che rimanesse intatto quell’aspetto che rende una fotografia degna di essere chiamata tale, ovvero il fatto di rappresentare la realtà e, dunque, un pezzo di storia. Quello che vediamo è quindi figlio di quell’epoca, imperfezioni comprese, e sinceramente questa è una cosa che mi emoziona molto”. A fianco delle fotografie del 1922, la mostra si concentra sulla storia della Ginnastica: le origini, la costruzione dell’edificio sociale, la partecipazione alle Olimpiadi e la storia delle sezioni storiche dal 1863 agli anni Settanta del Novecento attraverso una serie di fotografie e quadri provenienti dal deposito della Società e finora mai esposti per ragioni di spazio.
“È una mostra dedicata a tutti i tipi di spettatori, sia a quelli più esperti che a quelli alle prime armi - spiega Zeno Saracino, curatore del Museo sociale - È una mostra, inoltre, che va controcorrente, in quanto le fotografie storiche e i vetrini non sono stati ritoccati, bensì lasciati con le loro imperfezioni, di modo da riportarci indietro nel tempo nella maniera più autentica possibile. Non vi è la volontà di far piacere queste foto, hanno già una loro dignità”. In conclusione del percorso la mostra propone una sezione artistica dove compaiono le illustrazioni dell’artista Paola Ramella ed una carrellata di disegni del vignettista Lino Monaco, dove la storia della Sgt rivive in una serie di fumetti disegnati nel 1987.