Trieste, 21 Maggio 2026

"Il nido di Sveva", inaugurato il nuovo ricreatorio oncologico

21 Maggio 2026 Autore: Redazione

A Trieste, in via Mascagni 1, è stato ufficialmente inaugurato il ricreatorio oncologico ideato dall'Associazione "Io tifo Sveva", fondata da Paolo Piattelli e Marta Bassi in memoria della piccola Sveva. L'obiettivo del progetto è offrire un sostegno concreto e alleggerire il carico emotivo dei piccoli pazienti e delle loro famiglie durante i delicati percorsi di cura. La struttura è dotata di un'area giochi e riabilitazione per i bambini, uno spazio PlayStation per gli adolescenti, una sala musica insonorizzata e un cinema da sei posti, oltre che un angolo relax per i genitori e una zona uffici.

Inoltre, grazie alla collaborazione con il Comune, il progetto è pronto a raddoppiare: sono in fase di realizzazione quattro appartamenti in strada di Fiume, destinati all'ospitalità provvisoria delle famiglie dei pazienti.

"La vita delle famiglie che hanno figli in oncologia è durissima" ha commentato Marta Bassi, mamma della piccola Sveva. "Si vive sospesi tra casa e ospedale. Avere un punto in cui si può staccare, un porto sicuro dove si può pensare ad altro e rilassarsi, è fondamentale. Un luogo dove i bambini possono semplicemente tornare a essere bambini. Quest'opera è nata grazie a un lavoro di squadra: abbiamo trovato questo magazzino in via Mascagni e da lì è partita l’idea. Ma a volte le idee non bastano, servono competenze e risorse. Trieste ci ha sommerso di amore quando ne abbiamo avuto bisogno. Il nostro obiettivo adesso è fare lo stesso con chi ne ha bisogno, cerchiamo di restituire parte di quell'amore a tutte le famiglie che stanno vivendo i loro momenti più difficili".

"Questo progetto è semplicemente meraviglioso. Il Comune lo ha sostenuto con convinzione fin da subito, e con la stessa convinzione sta lavorando alla realizzazione dei quattro appartamenti in strada di Fiume. Un elogio immenso va a Marta e Paolo, una famiglia straordinaria". Così l'assessore del Comune di Trieste Elisa Lodi, a cui va aggiunta la presenza di Lorenzo Cerbone, della ditta Cerbone Costruzioni che ha relizzato i lavori, oltre a quella di Francesco Delli Zotti, presidente del Rotary Club di Gorizia.


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