Ventisette anni, già tanti successi alle spalle ma soprattutto un sogno che potrebbe ancora avverarsi. Francesca Genzo è una delle canoiste migliori d'Italia, senz'altro la più performante nella distanza dei 200 metri; i prossimi tre mesi saranno fondamentali per mantenere viva la speranza che porta il nome di una città: Tokyo. Ma sulla sua strada, in questo 2021 apertosi da pochi giorni, ci sono tanti altri obiettivi da raggiungere...
Francesca, iniziamo proprio da quello più importante: le Olimpiadi sono ancora alla portata?
Teoricamente sì. Nelle qualifiche del 2019, che hanno assegnato i primi posti per il Giappone, i miei tempi non erano stati all'altezza ma ad aprile si aprirà una nuova finestra. Ci sarà infatti all'inizio di quel mese la prima selezione per entrare nella Nazionale italiana, e poi, il giorno 24, l'altra prova che porterà, a maggio inoltrato, agli ultimi due ripescaggi per Tokyo. Due anni fa non ero pronta, oggi invece c'è ancora qualche possibilità. Incrociamo le dita”.
Nel corso del 2020 hai migliorato le tue prestazioni, vero?
“Devo dire che durante l'anno appena trascorso mi sono allenata bene. Sono rimasta a Trieste e forse proprio questo mi ha aiutato, perché ho dato continuità al mio lavoro e ho potuto calibrare meglio i ritmi. Prima, invece, mi ritrovavo spesso a tirare fortissimo per un mese per poi fermarmi mentre durante il 2020 sono riuscita, anche grazie al mio tecnico Gabriele Cutazzo e con l'aiuto di Marco Lipizer, a mantenere maggiore continuità nel lavoro. I risultati si stanno vedendo”.
Psicologicamente, invece, com'è stato questo lungo periodo di pandemia?
“Mi sono concentrata molto sullo sport e anche nei periodi in cui non si poteva uscire, ho portato gli attrezzi in cantina e grazie al mio coach ho ricevuto in prestito una pagaia-ergometro, che mi ha permesso di allenarmi bene a casa. Certo, fare su e giù le scale del condominio per mantenere in allenamento le gambe non è stato il massimo e a volte mi sembrava davvero alienante, però tutto sommato non l'ho vissuta malissimo”.
Sembra infine che dalle Olimpiadi del 2024 ci sarà meno spazio per le discipline veloci (vedi i 200, la tua specialità) e di più per quelle considerate spettacolari (lo slalom). Qual è la tua opinione a riguardo?
“Staremo a vedere ciò che verrà deciso. Se sarà così mi concentrerò maggiormente sui 500 e cercherò di migliorarmi in quella distanza. Ma intanto pensiamo al Giappone e alle prossime, decisive qualifiche: sarebbe un sogno incredibile, e non voglio lasciare nulla di intentato”.