Ieri sera la Triestina della Vela ha ospitato, come ormai da tre anni, la serata conviviale del Panathlon Club Trieste Muggia. Presenti all’incontro il presidente Emiliano Edera, il governatore dell’Area 12 FVG del Distretto Italia del Panathlon International Andrea Ceccotti, il socio e past president Livio Ungaro, insieme a tutto il direttivo e a tanti altri ospiti.
Fedele alla propria missione, il Panathlon continua a promuovere i valori etici, morali e culturali dello sport, sostenendo il fair play, la solidarietà e la lotta contro doping e violenza, con l’obiettivo di valorizzare lo sport come strumento educativo e formativo.
La serata è stata anche l’occasione per presentare il libro “Bruno Bianchi - Una vita per il nuoto” (Luglio Editore), scritto a quattro mani da Matteo Contessa e Umberto Sarcinelli in occasione del 60° anniversario della scomparsa del campione triestino. L’iniziativa, sostenuta anche dal Panathlon Club Trieste Muggia, si inserisce nel più ampio omaggio che la città di Trieste ha dedicato a Bruno Bianchi, culminato con l’apertura di una mostra permanente presso la piscina a lui intitolata. Il progetto nasce da un’idea di Laura Sterni, presidente della sezione triestina dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia e socia del Panathlon Trieste Muggia. Grazie al supporto della famiglia Bianchi, presente ieri, è stato possibile raccogliere il materiale necessario per allestire la mostra e porre le basi per la realizzazione del libro, affidato alla penna di Contessa, giornalista sportivo di lunga esperienza e socio Panathlon, insieme a Sarcinelli.
Durante la serata, Contessa ha raccontato l’intento alla base di questo lavoro: Bruno Bianchi non è soltanto un nome inciso sulla targa della piscina triestina che tutti conoscono ma una figura di cui, nonostante la notorietà sportiva, si conosce ancora troppo poco dal punto di vista umano. Se è facile reperire online i suoi record, molto più raro è trovare informazioni sulla sua vita. Da qui l’esigenza di approfondire, ricostruire e comprendere il suo percorso, il contesto e l’ambiente in cui è cresciuto, formando non solo l’atleta, ma anche l’uomo. L’auspicio ora, come evidenziato da Ungaro, è che il volume possa raggiungere una vasta diffusione, portando all’attenzione del pubblico la figura del campione triestino, in un impegno che dovrebbe essere condiviso da tutte le associazioni sportive locali.