Trieste, 07 Agosto 2022

Annullato il visto, Djokovic torna a casa?

14 Gennaio 2022 Autore: Gabriele Lagonigro

Se sarà questa l'ultima parola sul caso Djokovic lo scopriremo a breve ma la decisione è stata presa: il tennista serbo va espulso. Lo ha riferito ufficialmente poche ore fa il il ministro per l'immigrazione Alex Hawke, secondo il quale il campione deve lasciare il Paese “per motivi di salute e di ordine pubblico nell’interesse della popolazione”. Se Djokovic non impugnerà la decisione in tribunale, dovrà andarsene immediatamente. Si attende quindi a breve la controreplica dell'entourage balcanico, che potrebbe nuovamente opporsi ma la strada a questo punto appare segnata.

Si chiuderebbe quindi così (ma il condizionale rimane d'obbligo) una vicenda kafkiana e surreale, che ha lasciato sul campo solo vinti senza decretare nessun vincitore. Da una parte, infatti, c'è la figuraccia di Djokovic e del suo staff: che per giungere fino a Melbourne avranno sicuramente ricevuto rassicurazioni dagli organizzatori del torneo, ma che si sono contraddetti più volte, scusandosi inoltre per le inesattezze nella documentazione presentata e lasciando più di qualche dubbio sui movimenti del giocatore nei giorni immediatamente successivi al 16 dicembre, quelli, a loro dire, dell'avvenuto contagio. Il serbo è diventato paladino di chi contesta vaccini e green pass ma per la cosiddetta “maggioranza silenziosa”, per coloro che in questi mesi hanno seguito le regole, ha perso parte consistente della sua credibilità.

Dall'altro lato però c'è l'Australia, che non ha avuto un comportamento esemplare. Innanzitutto perché il governo centrale ha sconfessato lo stato di Victoria. Secondariamente, perché gli organizzatori di Melbourne hanno promesso garanzie impossibili da concedere. Terzo, perché l'opinione pubblica interna ha già bocciato l'operato delle proprie istituzioni, apparse contraddittorie, poco tempestive e alla ricerca di fragili consensi elettorali. Tutto il mondo è paese, evidentemente.


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