Una giornata all’insegna della memoria sportiva e del sostegno ai talenti di domani. Nella suggestiva cornice della Hall of Fame dell’Associazione Nazionale Atleti Azzurri e Olimpici d’Italia (ANAOAI) - sezione di Trieste, si è tenuta una toccante cerimonia per consegnare una borsa di studio in memoria di Savino Rebek, icona del canottaggio triestino e azzurro. L’iniziativa nasce dalla decisione dell'Associazione di istituire borse di studio per perpetuare il ricordo degli atleti olimpici azzurri scomparsi. Per l'individuazione del giovane premiato, la sezione si è avvalsa delle indicazioni del Comitato Regionale della Federcanottaggio, guidato da Roberto Celic, presente alla cerimonia. A ricevere il riconoscimento è stato Matteo Trevisan, promettente canottiere classe 2007 del Circolo Canottieri Saturnia.
Durante la cerimonia, la proiezione di alcune slide ha ripercorso la carriera di Rebek, iniziato al canottaggio nel 1956 presso la Società Ginnastica Triestina sotto la guida dell’olimpionico Mario Ustolin. Campione italiano giovanile ed assoluto in singolo e doppio tra il 1958 e il 1961, Rebek ha toccato il punto più alto a soli 19 anni con la qualificazione alle Olimpiadi di Roma 1960: dopo aver vinto la batteria iniziale, conquistò un prestigioso 6° posto in finale (tuttora il secondo miglior risultato azzurro di sempre nella specialità). Chiusa la carriera agonistica nel 1966 e nominato socio benemerito della FIC, Rebek ha mantenuto per tutta la vita un legame viscerale con il mare, uscendo a lungo in singolo dal numero 6 di pontile Istria.
Il testimone è stato raccolto da Matteo Trevisan (CC Saturnia). Già argento ai Mondiali U19 nel quattro senza e bronzo agli Europei U19 nel due senza nel 2025, Trevisan si è confermato ai vertici nel 2026 al debutto tra gli Under 23, conquistando il 4° posto agli Europei U23 nel due senza. All'evento hanno presenziato il direttivo dell'ANAOAI di Trieste, la past president, diversi atleti olimpici azzurri e il presidente del Saturnia. Particolarmente commovente la presenza del fratello e del nipote Massimiliano di Savino Rebek, a testimonianza di un abbraccio collettivo che ha unito generazioni diverse nel segno dei valori olimpici.