Maurizio Zugna, un passato agonistico da canottiere, oggi è il vicepresidente del CMM N. Sauro e attualmente fa parte della Commissione canoa polo della FICK. Un ruolo importante, per una disciplina che si sta affermando e che anche a Trieste ha fatto numerosi passi in avanti.
Un incarico in seno alla Federcanoa importante sia a livello nazionale che locale...
Faccio parte dalla Commissione da quest’anno su invito del vicepresidente federale Insabella che la presiede. E’ l’organo che redige i calendari agonistici, e assieme alla direzione tecnica indirizza l’attività delle squadre nazionali e più in generale cerca di dare una programmazione più completa all’intero settore in Italia, incluso il progetto di creazione della “Lega canoa-polo”.
Il 7 e l'8 febbraio, nella piscina del Bella Italia Village di Lignano Sabbiadoro, ci sarà il primo raduno territoriale per i polisti U18 e U21. Qual è lo scopo dell'iniziativa?
Sono stato coinvolto nell’organizzazione di questo raduno raduno per agevolare i contatti tra la struttura federale di Roma ed Emiliano Facchinetti del CUS Udine, che sta portando avanti con ottimi risultati il lavoro sul campo. Credo che sia un’occasione di grande crescita per gli atleti potersi confrontare per qualche giorno sotto l’occhio vigile dei tecnici federali, specialmente per i più giovani che hanno meno possibilità di giocare nei campionati delle categorie superiori.
Quale lo stato dell'arte della canoa polo in regione?
Il Friuli Venezia Giulia è una delle aree d’Italia dove il movimento è più attivo e dinamico. Purtroppo la distribuzione delle squadre sul territorio nazionale non è uniforme e questo spesso costringe a trasferte lunghe e onerose quali Catania, Napoli e Cagliari, e considerando che in regione abbiamo una limitata disponibilità di campi (fino all’anno passato erano necessari almeno due per organizzare una giornata di campionato, n.d.r.), le nostre squadre devono sempre giocare in trasferta, andando incontro alle difficoltà che risiedono nella perdita di giorni di lezione per i ragazzi ed alti costi a carico delle famiglie e dei club.
Qual è la situazione della “polo” in Italia?
Deve trovare la sua dimensione rispetto alle altre discipline della Federcanoa. Abbiamo ottimi atleti a livello internazionale sia nella categoria senior che U21/U18 sia maschile che femminile, ma dobbiamo riuscire a dare maggiore visibilità, perché una partita di canoa-polo è veramente spettacolare specialmente se giocata in situazioni urbane con una cornice di pubblico, vedi proprio il Torneo di Ponterosso a Trieste, quest’anno programmato ad inizio settembre. Credo che affiancare la canoa-polo alle altre discipline della pagaia all’interno dei circoli sia un’ottima scelta per permettere ai bambini e ai ragazzi più giovani di avvicinarsi alla canoa attraverso un’attività più ludica e con un’attrezzatura meno oneroso per il circolo; se poi preferiranno scegliere la velocità oppure la polo o altro ancora, potranno sempre farlo quando avranno 14 o 15 anni.
(in foto Maurizio Zugna, a sinistra, assieme a Emiliano Facchinetti del CUS Udine)