Trieste, 01 Maggio 2026

Addio a Savino Rebek, leggenda del canottaggio locale e icona a livello nazionale

01 Maggio 2026 Autore: Redazione

Lutto nel mondo del canottaggio. Se n'è andato in queste ore Savino Rebek, figura luminosa del remo italiano e orgoglio della Ginnastica Triestina. Con lui se ne va non solo un atleta straordinario, ma un esempio autentico di dedizione, passione e amore per lo sport.

Iniziò a remare giovanissimo, nel 1956, sotto la guida di Mario Ustolin, distinguendosi subito come uno sculler di raro talento. I suoi successi arrivarono presto: nel 1958 conquistò i titoli italiani nel singolo e nel doppio, impresa che replicò nel 1959 tra gli juniores. Nel 1960, appena diciannovenne, si impose nel campionato italiano assoluto in singolo e, dopo aver dominato le qualificazioni, rappresentò l’Italia ai Giochi Olimpici di Roma.

In quell’occasione seppe stupire tutti, vincendo la propria batteria davanti a nazioni di grande tradizione e accedendo direttamente alla finale olimpica, traguardo che lo consacra tra i più grandi singolisti italiani di sempre, giungendo al 6° posto.

Ancora protagonista nel 1961 con la vittoria del titolo assoluto e la partecipazione agli Europei di Praga dove arrivò 8°, dovette poi affrontare, l’anno successivo, una dura prova personale che causa una peritonite lo costrinse a rinunciare ai primi Campionati del Mondo, quelli di Lucerna. Nonostante ciò, il suo legame con il canottaggio non si spezzò mai.

Dopo una breve esperienza con il Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco Ravalico, tornò alla sua amata Ginnastica Triestina, alla quale rimase legato per tutta la vita. Socio benemerito della Federazione Italiana Canottaggio, ha continuato a solcare le acque dal pontile Istria, con la stessa passione di sempre, alternando la voga alla bicicletta, altro suo grande amore.

Savino è stato molto più di un atleta: è stato un simbolo, un punto di riferimento, un uomo capace di incarnare i valori più autentici dello sport.


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