Nella palestra del Trieste Campus si è tenuto ieri il primo allenamento congiunto di sitting volley dopo l’Open Day di novembre. Un altro passo, forse piccolo, forse enorme, verso qualcosa che sta crescendo. Le realtà che hanno reso possibile tutto questo - Fipav Fvg, Azzurra RDR Volley, Trieste Campus, Gis Sacile - sembrano tessere di un mosaico che finalmente si ricompone. E al centro della scena, come un direttore d’orchestra, c’è lui: Simone Drigo. Ex nazionale, oggi responsabile tecnico regionale. Uno che non si limita a spiegare: trascina. Uno che non allena soltanto: crede. I ragazzi e le ragazze arrivano alla spicciolata. Alcuni sorridono, altri osservano in silenzio, qualcuno si chiede se sarà in grado. Ma quando si siedono sul campo, tutti alla stessa altezza, tutto cambia. Il sitting volley ha questa magia: annulla le distanze, livella le differenze, crea comunità.
In un angolo, con lo sguardo di chi sa riconoscere i momenti che contano, c’è Walter Rusich. Responsabile regionale del sitting volley, ma soprattutto custode di una visione: “Pochi? Tanti? Non importa. La via è tracciata. Ora serve solo la forza di continuare ad abbattere quel muro di diffidenza verso lo sport paralimpico”. E mentre lo dice, il muro sembra già un po’ più fragile.
La giornata porta con sé anche ospiti speciali: Claudio Colusso, presidente dell’Opera Figli del Popolo, Giuseppe Prisciandaro, il presidente territoriale del CIP, Gianluca Coidessa, e poi il governatore Fvg del Panathlon, Andrea Ceccotti, a testimoniare che lo sport, quando è inclusione, diventa cultura.
Il campo si svuota lentamente, ma l’energia resta sospesa nell’aria. Non è stato solo un allenamento. È stato un inizio. Un altro passo verso una comunità che si allarga, si apre, si riconosce. I prossimi capitoli della storia saranno la Coppa Triveneto del 25 gennaio a San Giorgio di Nogaro, e prima ancora la riunione online del 20 gennaio con il CT della nazionale femminile, Pasquale D’Aniello. E altre novità che stanno già bussando alla porta.