In una settimana ricca di soddisfazione per la pallavolo regionale, è stato il sitting volley a mettere la ciliegina sulla torta di un movimento sempre più in auge. Nel week-end appena trascorso a Cavallino Tre Porti, in provincia di Venezia, si sono tenute le finali nazionali di sitting volley open, trasformatesi in un’arena infuocata dove tecnica, inclusione e determinazione hanno scritto una storia memorabile.
Il Gis Sacile, rappresentante del Friuli Venezia Giulia, ha mostrato fin da subito una solidità impressionante: due vittorie nette, conquistate con lucidità e carattere, hanno spalancato alla formazione friulana l’accesso alla finale per il titolo nazionale. Nella seconda giornata, quella di domenica, sotto un caldo rovente che non ha risparmiato né atleti né pubblico, è andata in scena la partita più attesa, quella contro il Cus Verona, una finale che ha incarnato alla perfezione lo spirito della disciplina. Il regolamento prevedeva la formula dei tre set su cinque e il match non ha deluso le aspettative.
Nel primo set il Gis soffre, lotta punto su punto, e alla fine chiude in proprio favore. Nel secondo i corregionali prendono il largo, impongono ritmo e precisione e si portano sul 2-0. Nel terzo Verona reagisce con forza e vola sul 21-24. Sembra fatta per i veneti, ma il Gis non si arrende: 24 pari, poi una serie di scambi intensi, quasi epici, fino al 29-27 che chiude il match e consegna il tricolore.
E' un titolo che vale più di una vittoria. Con questo successo, Sacile diventa campione d’Italia di sitting volley open, un risultato che va oltre la dimensione sportiva. È il simbolo di un movimento che sa rialzarsi e che trova in questo sport una delle sue espressioni più autentiche: inclusione, tecnica, resilienza, comunità.